Progetto Quadrilatero con il para-occhi?

30/11/-0001 -
Premesso che, a differenza di Bravi e Montali, non mi sono mai posto di fronte al progetto della Quadrilatero con il para-occhi dell’appartenenza politica, non posso non constatare come questa accoppiata di Forza Italia prosegua nella pervicace azione di alimentare la sagra delle parole in libertà.

da Fabiano Belcecchi
Sindaco di Jesi
www.comune.jesi.an.it


Mi domando, infatti, da quali fonti Bravi e Montali abbiano potuto avere informazioni tali da garantire loro le ferme certezze contenute nelle loro affermazioni. Certamente non dagli atti ufficiali prodotti dalla Quadrilatero Spa che a quanto mi risulta consistono nel Protocollo d’intesa (di cui tra l’altro ne esistono almeno sei versioni diverse!) e lo studio sul Pav, il Piano di area vasta.

Credo infatti che se avessero letto questi documenti non potrebbero affermare ciò che invece sostengono. Personalmente sono abituato a basare le mie valutazioni su atti e documenti ufficiali e non sulle chiacchiere scritte sui giornali o dette nei convegni.

Ed allora è bene ricordare loro alcuni aspetti.
1)L’intesa di programma sottoscritta dalle Regioni Marche ed Umbria con l’allora governo D’Alema ha permesso di definire la progettazione esecutiva di alcune tratte stradali con tanto di finanziamenti, che sono gli stessi che oggi la Quadrilatero utilizza per avviare i cantieri. Se non fosse così, i conti non tornerebbero, dato che la Quadrilatero dichiara di avere disponibili un miliardo e 100 milioni di euro a fronte di una assegnazione dal bilancio dello Stato di 450 milioni di euro. I restanti milioni sono appunto quelli previsti nel bilancio dello Stato dal governo D’Alema.

2)Bravi e Montali si spingono fino al punto di sostenere che, qualora il valore aggiunto (cioè la quota di contributo a carico del sistema locale) non si realizzasse, la Quadrilatero non percepirebbe nulla e nulla esproprierebbe. Bene, e chi farà allora la strada? Chi darà alla Quadrilatero le risorse eventualmente mancanti, dato che non esistono atti che impegnano il governo in tal senso e che nulla è previsto in merito dalla stessa legge finanziaria per il 2006?

3)Quanto poi alla futura e prevedibile disponibilità di strade moderne a Fabriano “a fronte di una situazione critica per la Vallesina”, Bravi e Montali sanno che nessun intervento di miglioramento della Statale 76 è previsto dalla Quadrilatero nel tratto che attraversa appunto la Vallesina?

Due considerazioni per concludere. La prima. Non mi crea alcun problema il fatto che una società pubblica possa essere gestita da un imprenditore (nel mio piccolo credo di averlo dimostrato, avendo scelto due professionisti privati per gestire le società pubbliche del Comune di Jesi), tanto meno me lo crea il fatto che sia l’ingegner Gennaro Pieralisi che peraltro gode di tutta la mia stima. Mi crea invece grandi problemi il fatto che soggetti privati (e non mi riferisco ovviamente al presidente della Quadrilatero) facciano i propri interessi con i soldi pubblici, come ad esempio coloro che gestiranno per i prossimi 34 anni le centinaia e centinaia di ettari di aree che il sistema locale dovrebbe mettere in gioco.

La seconda. La Quadrilatero, dopo 6 anni (e non in 2), se ci riuscirà, metterà in cantiere opere per le quali esistevano progetti esecutivi e finanziamenti certi già 7 anni fa. In compenso la Quadrilatero è già costata ai cittadini italiani circa 7 miliardi delle vecchie lire tra in compensi, incarichi e consulenze. È curioso che Bravi e Montali cui questo argomento sta molto a cuore non abbiano ancora fatto in merito un esposto alla Procura della Repubblica o alla Corte dei Conti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 febbraio 2006 - 1549 letture

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