Teatro Pergolesi: l'ironia di Gene Gnocchi

30/11/-0001 -
Jesi, città di tanti atleti olimpionici, ospita l’omaggio di Italgas ai prossimi giochi olimpici invernali. L’ironia di Gene Gnocchi di scena al Teatro Pergolesi lunedì 6 febbraio alle ore 21.

da Fondazione Pergolesi Spontini


Dopo il passaggio della Fiamma Olimpica, Jesi, la città che ha dato i natali a grandi atleti come Giovanna Trillini, Valentina Vezzali e Stefano Cerioni, rende ancora omaggio ai prossimi Giochi di Torino 2006.
Italgas – Fornitore Ufficiale dei XX Giochi Olimpici e Partner Ufficiale dei IX Giochi Paralimpici Torino 2006 - Comune di Jesi e Fondazione Pergolesi Spontini hanno scelto di “regalare” ai cittadini uno spettacolo inconsueto: l’istrionico Gene Gnocchi che rispolvera la sua antica e mai sopita passione per la musica e che, tra una canzone e una gag, svela con pungente ironia il suo pensiero sui prossimi Giochi Olimpici Invernali.
L’evento è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Sindaco di Jesi e Presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, Fabiano Belcecchi, il Direttore Esecutivo della Fondazione, William Graziosi, e il Direttore dell’Area Adriatico di Italgas, Domenico Scutti.
Abbigliamento giovanilistico, parrucca biondo platino, inglese maccheronico, l’inconfondibile erre grattugiata di Parma e una chitarrina finta: l’eclettico showman, acuto provocatore televisivo, promette così cover di grandi pezzi rock conditi da intermezzi di chiacchiere e battute.

L’appuntamento è per lunedì 6 febbraio, alle 21, al Teatro Pergolesi di Jesi con un vero e proprio concerto dal titolo “The Legend is back”. Lo spettacolo sarà ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti, previa prenotazione al numero 0731. 538378.
Non solo. La serata al Teatro Pergolesi vedrà inoltre Gene Gnocchi nella veste di co-autore del volume "La fiamma e la neve". Un libro che raccoglie una coloratissima selezione di manifesti delle più note campagne pubblicitarie dell’industria del gas e, in parallelo, quelli delle venti edizioni dei Giochi Olimpici Invernali firmati dai grandi nomi dell’arte contemporanea.
Le immagini sono accompagnate dai testi di un eterogeneo gruppo di autori, tra i quali, appunto, Gene Gnocchi, il Gene delle nevi. I loro interventi spaziano dal pensiero profondo della semiologia a quello più quotidiano del costume, fino a spingersi a una garbata dissacrazione del mito sportivo, per sorridere e per sdrammatizzare con ironia il conto alla rovescia in attesa delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 febbraio 2006 - 1207 letture

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