Falconara M.ma: osservazioni sul porto turistico

30/11/-0001 -
Il Comitato di quartiere Villanova presenta delle osservazioni alla relazione integrativa del prof. Mancinelli e del Dott. Solustri sul proto turistico di Falconara M.ma.



SABATO 4 MARZO
ore 15:00
presso il quartiere Villanova

MANIFESTAZIONE

PER uno sviluppo responsabile e partecipato
PER difendere il nostro mare
CONTRO il progetto del porto turistico


1. Forma portuale e sicurezza della navigazione

* Il porto è posizionato su fondali bassi. Gli Ing.ri Mancinelli e Solustri ammettono che in caso di moto ondoso elevato l’imboccatura non è fuori dal punto di frangenza delle onde.

* L’imboccatura è posizionata in direzione contraria rispetto al moto ondoso. Gli Ing.ri Mancinelli e Solustri ammettono che l’imboccatura del porto andrebbe posizionata verso nord, ma dichiarano che quella soluzione non è praticabile perché verso nord c’è la zona di divieto utilizzata dalle petroliere dell’API. Dunque, per motivi di sicurezza alla navigazione non può essere praticata la soluzione già consigliata e sperimentata nei porti esistenti (Senigallia – Fano – Pesaro) e ciò determinerà un’insicurezza per l’ingresso dei natanti nel porto in quanto non sufficientemente protetti dai mari più pericolosi.

* Pericolosità per la sicurezza dei natanti. A parere degli scriventi gli Ing.ri Mancinelli e Solustri, nel trattare gli effetti delle nuove difese del porto di Ancona, minimizzano in modo assai discutibile tali impatti. Infatti, contraddicendo i dati forniti, affermano che con mare di Levante – il più pericoloso – le onde si disporranno in direzione perpendicolare alla costa. In questo caso (ammesso che ciò sia vero) le imbarcazioni che dovessero rientrare in porto in condizioni di emergenza si troverebbero ad avere il fianco esposto al moto ondoso nel punto di frangenza delle onde, con grave pericolo di naufragio.

* Interferenza con la raffineria. Il porto turistico ricade all’interno della seconda fascia di rispetto delle infrastrutture della raffineria. In quella fascia non è ammesso il transito e la permanenza di imbarcazioni. Sebbene la possibilità di realizzare opere portuali in tale area sia sottoposto al parere della Capitaneria di Porto di Ancona (come da risposta della Capitaneria a specifico quesito formulato dal Comitato di Villanova) ci chiediamo e Vi chiediamo se sia ragionevole progettare un porto proprio in quella zona senza valutare altre possibilità che evitino di entrare nella zona di divieto. E’ come se avendo a disposizione ampi spazi per costruire un edificio si andasse a proporre la costruzione proprio nell’unica zona in frana! Riteniamo che debbano essere valutate altre alternative possibili per dislocare un pari numero di imbarcazioni.

2. Aspetti ambientali

* Erosione costiera. La Relazione Integrativa degli Ing.ri Mancinelli e Solustri, non considera in nessun modo che cosa accadrà a nord del porto turistico, nel litorale di Marina di Montemarciano – Marzocca di Senigallia. Se è vero, come afferma anche il Piano di Gestione Integrata delle Aree Costiere, che l’interramento dell’API è una delle principali cause del fenomeno erosivo a Marina di Montemarciano, da questo punto di vista riveste sicura rilevanza il dato che il porto turistico occuperà una superficie di mare circa tre volte superiore a quella dell’interramento Api !

* Degrado della spiaggia di Falconara. L’immagine storica di Falconara, la sua immagine di qualità, è legata quasi esclusivamente alla spiaggia. Il Porto turistico negherà formalmente e visivamente la spiaggia creando una paradossale continuità con il porto di Ancona. Il mare di Falconara è inquinato ed eutrofico per mancanza di ricircolo, come si evince dagli studi AERCA-. Il porto non potrà che peggiorare la situazione bloccando le mareggiate da nord. Inoltre ogni porto è sempre ricettacolo di inquinanti (gasolio, residui organici, vernici e solventi, etc.) che verrebbero rilasciati, attraverso l’imboccatura del porto stesso, sulla rimanente spiaggia di Falconara. Il rischio è la perdita delle condizioni di balneabilità. Infine la residua “spiaggia” di Villanova prevista dal progetto risulterà essere, , in pratica, un punto di accumulo di inquinanti derivati dall’Api (a tale proposito è esplicativo quanto accaduto dopo l’incendio dell’8/9/2004 all’API con i periodici spiaggiamenti di bitume) e dal fiume Esino. La necessità, dichiarata nella Relazione, di una scogliera a difesa della residua “spiaggia” del quartiere Villanova contribuirà a fare di essa un vero immondezzaio.

* Inquinamento atmosferico e da rumore. Il porto turistico, specie se delle dimensioni prospettate, è fonte di traffico, rumore, inquinamento atmosferico automobilistico e marino in un’area già fortemente stressata da queste problematiche, come si evince chiaramente anche dagli studi AERCA. Dal punto di vista del rumore, inoltre, va evidenziato con forza l’aggiunta – per anni – di ulteriore inquinamento acustico dovuto alle fasi esecutive del progetto. Risibili ed incommentabili, infine, le affermazioni degli Ing.ri Mancinelli e Solustri che legano la creazione di zone boscate e verdi - dagli “impatti positivi sugli effetti prodotti dalle emissioni di idrocarburi” della raffineria API - alla massiccia urbanizzazione di fronte all’attuale quartiere Villanova ed alla cancellazione della spiaggia e del mare! Sempre secondo i Relatori, la realizzazione delle strutture del porto avrebbe anche la caratteristica di “nascondere il deposito (ndr.: API) anche dal mare con i moli foranei definendo una nuova immagine dell’intero litorale di Falconara”!

* La Relazione del Prof. Ing. A. Mancinelli e del Dott. Ing. R. Solustri non prende in considerazione il fatto che il progetto del porto turistico interessa una porzione del sito inquinato di interesse nazionale perimetrato con Decreto del Ministero dell’Ambiente 26/02/2003, in cui è “atteso il rischio di trasferimento dalla terra a mare della contaminazione”. A parere degli osservanti tale situazione necessita della presenza anche del Ministero dell’Ambiente alla Conferenza dei Servizi ai fini dell’accertamento che il progetto del porto turistico non pregiudichi la valutazione dell’estensione e della natura dell’inquinamento nonché la bonifica e il ripristino ambientale.

* Infine meritano di essere ricordate le “Considerazioni sui fattori di incremento-decremento delle condizioni di criticità dell’AERCA nel breve- medio” scaturite dallo Studio SVIM della primavera 2003 relativo all’Assetto del Territorio ed il Sistema della Pianificazione nell’ambito del Progetto preliminare del Piano di Risanamento AERCA: << Altre ipotesi di intervento vanno nella direzione di un aggravamento delle condizioni di criticità, specie in riferimento alle pressioni sulla fascia costiera. Rispetto all’ipotesi di mantenimento della raffineria API, la proposta avanzata dal Comune di Falconara Marittima per un nuovo porto turistico e nuove strutture residenziali a Villanova determinerebbe un insostenibile peggioramento delle condizioni di rischio>>.

3. Sicurezza e rischio incidenti

* Vicinanza con industria a rischio. Sottolineiamo che il DM 09.05.01 stabilisce i requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica per le zone interessate da stabilimenti soggetti agli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8 del D.Lgs. 17 agosto 1999, n° 334! A sommesso parere degli scriventi, per la salvaguardia dell’incolumità e della salute degli attuali residenti e dei futuri frequentatori o residenti, l’Ente pubblico deve farsi carico dell’applicazione del DM 09.05.01 adottando adeguate metodologie cautelative (metodo fuzzy e sua applicazione nella considerazione dei venti). E’ parere degli scriventi che la doverosa adozione di metodologie cautelative porterebbe a comprendere parte dell’area del porto turistico nella fascia di rischio.

* A supporto della fondatezza e dell’importanza dell’osservazione precedente che evidenzia la sottovalutazione della problematica da parte degli estensori della Relazione Integrativa, rammentiamo a quanti in indirizzo che:<>. Questa informativa è stata inviata il 18/9/2003 (lettera Prot. n. 4492/A35) dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Falconara Nord ai genitori degli alunni delle scuole comprese nella circonferenza di raggio di 1840 m.. Ci chiediamo e Vi chiediamo se creare nuove residenze all’interno di quella “circonferenza di rischio” risponda ad un principio di cautela! Ci si è forse dimenticati che i residenti di Villanova devono attualmente “convivere” con un PEE che prevede VIE DI FUGA e PUNTI DI RACCOLTA PER SOGGETTI SENSIBILI?

* Il porto si trova nel cono di atterraggio dell’aeroporto, e sono già accaduti un paio di incidenti nella zona (25 giugno del 1996 e 31 gennaio 2000 Piper Senac Pa-32) Si segnala ancora che nel mese di Febbraio 2005 la compagnia aerea americana WORD Airways, in sede di pianificazione di voli con scalo tecnico su aeroporti della costa adriatica, ha deciso di non prendere in considerazione eventuali operazioni di volo sull’aeroporto di Ancona Falconara con velivoli passeggeri del tipo DC 10 e TRISTAR ( capacità 280 – 330 posti ) per l’eccessiva vicinanza della raffineria in argomento rispetto alla pista, con la motivazione dell’elevato tasso di rischio in fase di avvicinamento strumentale alla pista. Gli Ingegneri Solustri e Mancinelli minimizzano tale rischio affermando che essendoci già il quartiere Villanova dentro il cono di atterraggio, la presenza del porto e di un nuovo fronte edilizio non cambierebbe la situazione!

4. Aspetti sociali

* L’elemento distintivo del progetto del porto turistico di Falconara è il mancato coinvolgimento dei cittadini. Il progetto è stato soltanto illustrato alla cittadinanza. Alla base di esso non c’è una valutazione e una condivisione di quelle linee di sviluppo e recupero del fronte mare. A sostegno del proprio progetto i proponenti possono portare soltanto i risultati di un sondaggio telefonico che ha riguardato 184 falconaresi possessori di imbarcazioni. I cittadini di Villanova, maggiormente impattati dal progetto, hanno invece espresso la loro volontà di mantenere la spiaggia e la loro idea di apertura della città al mare con un Laboratorio di Progettazione partecipata i cui risultati - partecipati e condivisi - sono stati consegnati al Sig. Sindaco di Falconara, al Sig. Presidente della Provincia di Ancona, al Sig. Presidente della Regione Marche e agli Assessorati competenti. L’idea portante di una vera apertura della città al mare è il riconoscimento che esso e la spiaggia sono gli unici elementi di qualità già esistenti, una qualità che – unica – si riverbera positivamente anche su un quartiere ambientalmente molto problematico come Villanova. Una qualità che può e deve essere goduta dall’intera città di Falconara non può essere soffocata dal cemento e da ulteriori infrastrutture.

* Ci chiediamo e Vi chiediamo se è credibile un porto turistico adiacente ad una raffineria! I porti turistici possono essere fattori di qualità se collocati in aree gradevoli, o possono essere fattori di degrado se collocati in aree sgradevoli! Riteniamo evidente il rischio che il porto diventi fattore di ulteriore degrado non solo del quartiere Villanova ma dell’intera città di Falconara M.ma.

* Il porto turistico si trova all’interno dell’ambito gestito dall’Autorità Portuale. Chi può garantire che in un prossimo futuro il bacino non cambi destinazione d’uso per le necessità del porto di Ancona? Chi può garantire che nel tempo non diventi scalo per trasporto TIR , imbarco aliscafi o porto peschereccio?

Il fronte di edifici previsto davanti a Villanova nega ulteriormente un qualsiasi ruolo al quartiere anche dal punto di vista delle potenzialità commerciali legate al prospettato sviluppo. Il quartiere Villanova si troverà ancora più isolato. Il fronte edilizio ridurrà inevitabilmente la ventilazione, aumentando la stagnazione dell’inquinamento prodotto dalla raffineria e dal traffico aereo a cui si sommerà quello stradale della nuova opera prevista. Il probabile degrado dell’area portuale aumenterà il rischio di ghettizzazione e promiscuità sociale.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 febbraio 2006 - 1831 letture

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