Donne protagoniste del territorio montano

30/11/-0001 -
Serra San Quirico. Pari opportunità. L’assessore alle Politiche educative, Formazione e Lavoro, Cultura della Pace e Cooperazione internazionale del Comune di Fabriano, Graziella Argalia, annuncia un insieme di progetti che andranno da marzo ad aprile, concernenti le donne.

dalla Comunità Montana Esino Frasassi


Il primo è in programma a Palazzo Piccioni a Serra San Quirico, sabato 4 marzo, a partire dalle ore 16 con l’inaugurazione di una mostra “Al Femminile”, composta di quadri e fotografie, che potrà essere visitata sino all’Otto marzo.

Giorno della Festa della Donna e di chiusura della Rassegna, quando alle ore 16, inizierà l’incontro-dibattitto sulle violenze subite dalle gentil sesso.

Ad affrontare il tema le rappresentanti della Cooperativa Sociale “La Gemma” e dell’Associazione Donne e Giustizia di Ancona.
Per altro a quest’appuntamento hanno offerto il loro contributo oltre la Cooperativa Sociale “La Gemma” Casa Rifugio Donne Maltratte Zefiro, il Comune di Serra San Quirico, la professoressa Nanda Antolini, il presidente della Società Hesis Aurelio Zenobi e tutte le artiste resesi disponibili all’organizzazione della mostra.

La data simbolica dell’8 marzo – sono parole dell’Argalia – coincide con l’avvio della fase di coinvolgimento delle “figlie d’Eva” residenti nei municipi della Comunità Montana. L’obiettivo di tale percorso è quello di avviare ed istituire una rete d’informazione sulla condizione femminile nel territorio, approfondendone la conoscenza e promuovendone la realizzazione attraverso nuovi servizi ed iniziative. Tuttavia l’impegno della Comunità Montana – rileva ancora l’assessore – non si ferma qui.
Infatti, abbiamo elaborato diverse proposte attraverso cui dare vita al progetto “Vivere e lavorare in Comunità Montana”, legato alla L.125/’91 sul sostegno, nel loro percorso evolutivo di carriera all’interno delle rispettive organizzazioni, alle lavoratrici, anche con contratto atipico, occupate nei 10 comuni della Comunità Montana nei servizi socio
– educativi – culturali. A ciò va unita una ricerca, che mira ad individuare bisogni/aspettative della componente lavorativa femminile e prevede una percorso di formazione a distanza (FAD) che sarà supportata da momenti di verifica in aula.

Tale prospetto
– rileva l’Argalia - riveste carattere di sperimentazione poiché per la prima volta nel territorio montano è proposto un intervento di formazione delocalizzata”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 febbraio 2006 - 1677 letture

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