Decreto flussi: appello per una regolarizzazione immediata dei richiedenti

30/11/-0001 -
"Torna di stretta e urgente attualità la questione del decreto flussi e della condizione dei lavoratori stranieri nel nostro paese".

da Ambasciata dei Diritti - Marche


A distanza di sette mesi dalla data di presentazione delle domande, la situazione è di totale emergenza: le prefetture di tutta Italia sono al collasso e le procedure di regolarizzazione sono praticamente bloccate.

Il 14 marzo scorso furono in migliaia i migranti costretti a presidiare giorno e notte incessantemente gli uffici postali con la speranza di poter regolarizzare la propria presenza nel nostro paese. Una lotteria per poter riuscire a rientrare nel tetto dei 170 mila che si trasformò in uno spettacolo vergognoso e indegno di un paese civile.

Nel luglio scorso il governo ha stabilito la riapertura delle quote, affinché tutte le domande presentate venissero convalidate, permettendo così ad altre 350 mila persone di potersi regolarizzare.

Il numero totale delle persone in attesa di autorizzazione sale così a 520 mila, con tempi di attesa che potrebbero superare i due anni, determinando la completa paralisi amministrativa: mezzo milione di persone sotto il rischio costante dell’espulsione costrette ad uscire clandestinamente dall’Italia per ritirare il visto di ingresso nel paese d’origine. Sappiamo benissimo che, a dispetto dell’ipocrisia su cui poggia l’attuale normativa, la realtà è che i lavoratori stranieri che fanno richiesta lavorano già in Italia e fanno già parte del nostro tessuto sociale, dove vivono quotidianamente la condizione di invisibili, di clandestini, lavorano in nero e spesso in ostaggio dei datori di lavoro.

Per ottenere una soluzione concreta a questa tragica situazione, il progetto MeltingPot Europa ha lanciato un’appello a livello nazionale per chiedere al governo una modifica del testo del Decreto Flussi Bis che permetta di semplificare le procedure permettendo la regolarizzazione immediata dei richiedenti che si trovano nel nostro paese.

Nelle Marche l’Ambasciata dei Diritti ha promosso e sostenuto la campagna del Progetto MeltingPot, raccogliendo numerosissime adesioni in tutto il territorio regionale a partire da enti e associazioni fino alle amministrazioni, a livello comunale, provinciale e regionale dimostrando particolare attenzione e sensibilità.

Le adesioni delle amministrazioni:
Ugo Ascoli, Assessore alla Formazione e Lavoro Regione Marche
Marco Amagliani, Assessore ai Sevizi Sociali, Ambiente e Immigrazione Regione Marche
Massimo Rossi, Presidente Provincia di Ascoli Piceno
Alessandro Savi, Assessore alle Politiche Sociali e all’Immigrazione Provincia di Macerata
Fabio Sturani, Sindaco Comune di Ancona
Michele Lattanzi, Assessore ai Servizi Sociali e all’Immigrazione Comune di Macerata
Fabio Belcecchi, Sindaco Comune di Jesi
Paolo Cingolani, Assessore alla Persona, Comune di Jesi
Leonardo Animali, Assessore alla Cultura, Comune di Jesi
Rossana Montecchiani ,Assessore ai Lavori Pubblici, Comune di Jesi
Carlo Brunelli, Assessore all’Ambiente Comune di Falconara Marittima (An)
Matteo Petracci, Vice sindaco Comune di MonteSanGiusto (Mc)
Andrea Bettucci, Assessore ai Servizi sociali Comune di Morrovalle (Mc)
Giovanni Breccia, Assessore al Bilancio e Tributi Comune di Monteporzio (Pu)
Marcello Pesarini Commissione Migranti Regione Marche
Giorgio Rosselli, Consigliere Comune di Caldarola (Mc)
Francesca Marchetti, Consigliere Comune di Montefano (Mc)
Ruben Leporoni, Consigliere Comune di Macerata
Massimo Binci, Consigliere regionale Marche

www.glomeda.org/ambasciata





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 ottobre 2006 - 1766 letture

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Anonimo

04 ottobre, 16:15
A mio modesto avviso non si tratta di un problema di migrazione, bensì della solita burocrazia italiana.<br />
Penso che un datore di lavoro potrebbe risolvere il problema con una autodenuncia dei lavoratori migranti non regolarizzati che lavorano alle sue dipendenze.<br />
Con questa dichiarazione, ia migrante potrebbe essere concessa dal Comune una certificazione (fac simile di Carta d'Identità) con un'impronta digitale, che faciliti eventualmente il rintraccio vista l'assonanza a volte di tanti nomi stranieri e visto il periodo che dovrà passare fino all'ottenimento della regolarizzazione ufficiale.<br />
Per tutti quelli che non hanno un lavoro, potrebbe risultare momentaneamente sufficiente una loro dichiarazione seguita da impronta digitale, dei loro dati anagrafici e reperibilità, da consegnare a sedi come PT, GdF, PS, Consolati, Ambasciate, Comuni, Province, Regioni, CC,<br />
ecc..<br />
In modo tale da avere un censimento di tutti coloro che hanno quantomeno la volontà di lavorare onestamente.<br />
Per tutti coloro che verranno trovati però privi di queste dichiarazioni, scatterà immediatamente ill'espulsione, senza ma e senza però.<br />
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Franco Giannini <br />
<br />
--Franco Giannini