Maiolati: Monica Guerritore è Giovanna d'Arco

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Giovedì 18 gennaio sarà in scena al Teatro Spontini di Maiolati – nell’ambito della stagione realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall’Amat con il contributo della Banca Popolare di Ancona e di Sogenus - Giovanna D’Arco scritto, diretto e interpretato da Monica Guerritore.

da Amat


Monica Guerritore si accosta al personaggio di Giovanna con la disarmante semplicità di chi crede in ciò che fa. Veste l’armatura che protegge e arma la vocazione dell’anima da chi insinua il dubbio e sceglie la via di un racconto che unisce gli spettatori nella commozione e nella forza.

Il racconto di una donna, Giovanna D’Arco, che diviene racconto di tutta l’umanità. La Guerritore abbandona l’interpretazione delle figure femminile (figure che ha portato in televisione con Amanti e Segreti o in teatro con Madame Bovary, Carmen, La Signora delle Camelie ), le cui azioni erano dettate dalla necessità di riempire “il disagio dell’assenza”. Nell’interpretazione di Giovanna D’Arco racconta la potenza della vocazione interiore come vettore per uscire da sé.

Il corpo di donna che vediamo in scena è l’involucro della forza che trascende il suo sesso, che diviene quasi virile nella sua potenza carnale, che travalica il visibile e si trasforma in forza spirituale e passione, per un ideale cristiano che sia anche utopia ed estremo sacrificio, ma che solo cambia la realtà di un popolo. Monica Guerritore si accosta al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell’Anima che rappresenta una vocazione non solo “divina”, ma anche civile, verso la Libertà. Da questo, come autrice e regista, prende spunto per realizzare un parallelo storico, politico e “sentimentale” con gli altri grandi martiri ed icone senza tempo della Libertà in un gioco di rimandi immaginari per delineare la storia più nascosta di Giovanna. “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” dice il Piccolo Principe di Saint Exupery.

Così le immagini di Che Guevara, Martin Luther King, il ragazzo di Piazza Tien An Men, a cura di Enrico Zaccheo, che proiettate diventano scenografia emotiva, si intrecciano con il tessuto drammaturgico creato dalla fusione degli Atti del processo, dal De Immenso di Giordano Bruno, dai versi di Maria Lusia Spaziani, dai brani di Brecht e insieme alla partitura musicale - dai Carmina Burana di Orff a Tom Waits, dall’adagio d’archi di Barber a Freddy Mercury - sottolineano la pienezza di questa “vita breve e luminosa” e superano la finitezza del corpo. Anche dell’attrice. Il Gesto, la Parola, l’Immagini e la Musica sono parti di un unico vocabolario quello dell’anima che crea quella risonanza emotiva, accordo culminante tra l’attrice e lo spettatore . Monica, e il pubblico con lei, intraprende un viaggio in quell’immensità che Giovanna seppe non solo vedere ma anche raggiungere. “Sorgendo impavida a fendere con l’ali l’immensità dello spazio”.

Lo spettacolo è prodotto da Visavis, i video e le proiezioni sono a cura di Enrico Zaccheo, il progetto luci è di Pietro Sperduti e le musiche sono a cura di Paolo Astolfi. Informazioni e biglietti : a Jesi presso la biglietteria Teatro Pergolesi (tel. 0731 202944), da un’ora prima dello spettacolo (ore 21) presso la biglietteria del Teatro Spontini. Su www.fondazionepergolesispontini.com prevendita on line con carta di credito.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 gennaio 2007 - 1173 letture

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