Un progetto per l’abbattimento delle barriere a Palazzo della Signoria

2' di lettura 30/11/-0001 -
E’ stato mostrato ieri, in conferenza stampa, il progetto jesino presentato al concorso nazionale Ri-progettare per tutti, un patrimonio architettonico proiettato nel futuro, firmato dall’arch. Marta Amata, del collega Alessandro Bovara, dell’ing. Emanuele Crescentini e dell’architetto Stefano Spuria che mira all’ abbattimento delle barriere per il Palazzo della Signoria.

di Cristina Amici degli Elci


Tutto è partito nel scorso aprile quando, la Camera dei deputati e l’allora presidente Pier Ferdinando Casini, ha indetto un concorso a livello nazionale riservato ai giovani architetti e ingegneri.

Gli scopi del concorso si leggono poi nel bando datato 6 aprile 2005 “Il concorso è finalizzato alla selezione e alla raccolta in una pubblicazione, a cura della camera dei deputati, dei dieci migliori progetti volti a rendere parimenti accessibili e fruibili ad una utenza ampliata , anziani disabili, bambini , attraverso interventi di ristrutturazione, recupero e restauro , i beni immobili di proprietà pubblica o comunque aperti al pubblico, che presentino interesse artistico e culturale.

Passata, una prima, decisiva selezione, gli architetti Marta Amata, Alessandra Bovara, Stefano Spuria e l’ingegnere Emanuele Crescentini, hanno costituito un gruppo di progettazione, previsto già nel bando di concorso, studiando cosi un progetto per il noto Palazzo della Signoria. Notizie tecniche a parte, presentate esaurientemente dall’architetto Amata, il rigetto rimane ora su carta ma l’Assessore Daniele Olivi, ha già annunciato che farà in modo che il progetto sarà tenuto in considerazione, nell’eventualità in cui si decida per la ristrutturazione del palazzo.

Ma quali sarebbero i costi di questo progetto per ora solo cartaceo? 500 – 600 mila euro per poco più di un anno di lavoro, ma non si sbilanciano troppo gli ingegneri, fin troppo coscienti delle difficoltà strutturali che si potrebbero incontrare man mano che i lavori avanzano.

Grande soddisfazione anche da parte di Antonio Massacci, presidente dell’ Anfaas, l’associazione per i familiari di portatori di handicap psico- fisici, che da anni lotta per l’abbattimento delle barriere nella città di Jesi. Massacci ha ringraziato pubblicamente gli ingegneri responsabili del progetto, per aver curato con sensibilità questo importante lavoro.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 gennaio 2007 - 1428 letture

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