Piero Grizi in mostra al Vittoriano di Roma

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La personale di “Piero Grizi Jesi 1885- Roma 1976”, ospitata dal 14 marzo al 1° aprile 2007 nella Sala Giubileo del Vittoriano a Roma, vuole ripercorrere le varie fasi del cammino artistico, umano e poetico dell’Artista di origine marchigiana attraverso olii e sculture che fanno trasparire spunti e suggestioni raccolte nei suoi viaggi per mostre ed atelier: gli amati tedeschi frequentati a Monaco, l'impeto fauve di Matisse, la tensione erotica di Bonnard, il novecentismo di Carrà, i volumi semplificati di Cézanne.

dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it


Al centro della ricerca estetica di Grizi, la predilezione per i temi intimistici, per il mondo privato, di confessione lirica, di approfondimento esistenziale.

La mostra, a cura di Loretta Mozzoni, Direttrice della Pinacoteca e dei Musei Civici di Jesi, si avvale del Patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali – del Comune di Jesi - Assessorato alla Cultura Pinacoteca Musei Civici -, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Comunicare Organizzando.

Colto, benestante, i modi e i tratti di aristocratica raffinatezza, di buone letture e selezionate frequentazioni, Grizi si divide tra la cura dei possedimenti fondiari e l'esercizio dell'arte. Esempio di quell’understatement tipico di un patriziato cittadino di provincia colto ed elegante, scrive poesie guardando a Carducci, ma con il cuore rivolto a Pascoli, mentre la ragione gli suggerisce Ungaretti. La fisionomia artistica di Piero Grizi è rimasta nascosta per più di un secolo alla letteratura storico-artistica, fin quando una mostra svolta a Jesi, sua città natale, nel 2005, ha permesso di riportare all’attenzione questo artista mai banale.

Ecco dunque i temi cari al pittore: ritratti di uomini aristocratici e borghesi, donne dal roseo incarnato, bambini teneri e paffuti, interni illuminati da una luce calda e avvolgente. Una sottile nostalgia per quel piccolo mondo antico travolto dal nuovo che avanza, sottende l’intera opera di Grizi che atraversa la fine dell’Ottocento per arrivare al 1976, anno della morte dell’Artista. Poche, ma significative, le escursioni esterne: esibizioni equestri, paesaggi di cézanniana memoria, bagnanti dalle soffici carni, classicheggianti rovine, campi dorati di grano, contadini dai grandi cappelli, nature morte succose accarezzate da una fresca luce primaverile. L’autoritratto appare fin da subito uno strumento autoironico attraverso il quale documentare l’azione del tempo, ma anche la percezione del sé che vuole accreditare. All’inizio il suo modello di riferimento è fascinoso come un personaggio di D’Annunzio: seduttivo ed elegantissimo, i baffi sottili e setosi, lo sguardo intenso e lontano. Ben diversi gli autoritratti successivi che ci mostrano Piero Grizi occhialuto e severo, compenetrato nel ruolo del pater familias che non ha più né il tempo né la testa per le sottigliezze dell’eleganza.

Catalogo antologico: corredato del saggio di Loretta Mozzoni Sponsor: Fondazione Aristide Merloni di Fabriano INGRESSO LIBERO Orario: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.30. La mostra chiude alle ore 19.00 Per informazioni: tel. 06/6780664 Per ulteriori informazioni: www.pierogrizi.it




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 marzo 2007 - 1769 letture

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