S. Marcello: Giardini di Bacco, tra storia e alimentazione

3' di lettura 30/11/-0001 -
Alla manifestazione del 10 giugno a S. Marcello interverrà anche la ricercatrice storica Laura Mocchegiani; un intervento che si incentrerà sui detti e i proverbi locali.

da CNA


La CNA Alimentare e la CNA zona di Jesi organizzano per domenica 10 giugno la manifestazione culturale – enogastronomica “Giardini di Bacco” presso la Cantina Marconi di S. Marcello. La manifestazione, oltre ad una mostra di pittura ispirata ai prodotti locali, vede la partecipazione della dott.ssa Laura Mocchegiani, ricercatrice in archivistica e paleografia. L’intervento della ricercatrice maceratese è previsto per le ore 19.30 e si incentrerà sui motti e detti della tradizione popolare e contadina della nostra terrà. Un excursus storico divertente e curioso che vuole focalizzare l’attenzione sui modi di dire che trovano radici nella nostra tradizione enogastronomica.

La dott.ssa Mocchegiani collabora stabilmente con la Sovrintendenza Archivistica della Regione Marche, con l’Università degli Studi di Macerata. Ha trascritto e tradotto le antiche pergamene dell’archivio storico del convento di S. Nicola in Tolentino, dei Comuni di Tolentino, Belforte, Camporotondo, Serrapetrona, Sarnano, Loro Piceno, San Martino. Al suo attivo ha numerose pubblicazioni tra le quali il Regesto delle pergamene esistenti nell’archivio storico del convento di S. Nicola in Tolentino; Otto secoli di storie e di uomini nelle carte dell’archivio storico di Tolentino Un patrimonio nascosto e Tolentino e le Marche, dal trattato del 1797 alla battaglia del 1815.

“In un momento in cui l’inserimento nel villaggio globale sta modificando in maniera irreversibile la nostre radici si manifesta sempre più viva l’esigenza di rivolgere lo sguardo al passato, alla ricerca delle antiche tradizioni che hanno caratterizzato la nostra storia – ha commentato la Dott.ssa Mocchegiani - Quando l’economina industriale ha sostituito quella agricola sono stati in un primo momento accantonati i contenuti trasmessi dalla civiltà contadina, in una confusa ansia di rinnovamento che ha tentato di annullare comportamenti e acquisizioni che infinite generazioni hanno lentamente costruito nel tempo.

Con la rivalutazione della nostra matrice culturale da parte delle scienze antropologiche, l’indagine dei ricercatori ha spesso privilegiato la descrizione degli aspetti esteriori e l’individuazione delle strutture culturali riservando a volte scarso interesse alla valutazione dei momenti alimentari e gastronomici, sia nel quotidiano che nell’ambito delle feste tradizionali.

È proprio partendo dall’alimentazione come uno dei nuclei principali e indifferibili attorno ai quali la nostra cultura si è organizzata, con i suoi detti, i proverbi e i rituali, che si riesce a ravvisare e spiegare qualcosa di più dell’anima delle nostre comunità e delle peculiarità economiche, sociali e culturali che le caratterizzano – conclude la ricercatrice - Tutto ciò quindi ben si accompagna alla riscoperta della tipicità e della genuinità dei prodotti della zona, strettamente connessi all’ambiente e per questo unici e non paragonabili a quelli di altre località, come unico e caratteristico è il nostro ricco patrimonio culturale”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 maggio 2007 - 1285 letture

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