A Jesi il sindaco lo sceglieranno i cittadini

30/11/-0001 -
Da semplice cittadino e elettore, noto con un certo fastidio gli interventi che sulla stampa di questi giorni fanno Casoli, Ciccioli, la Amati, Ceroni e tanti altri che indicano questo o quel candidato Sindaco da votare domenica 10 giugno.

da Fabrizio Tonini Cardinali
cittadino


Quanto ingerenza: forse ritengono che gli jesini abbiano bisogno di tutori che indichino loro chi votare, perché, forse, da soli “sbaglierebbero”?
Viene anche il sospetto che ci sia in corso uno scambio delle città che domenica 10 giugno andranno al ballottaggio, come se le comunità locali fossero delle pedine su una scacchiera più’ ampia in cui si misura la forza non di una parte politica, ma peggio dei “potenti” della nostra Regione, per fini che hanno poco a che fare con noi e in un gioco orchestrato e messo in atto, trasversalmente, da una regia che ha sede in altri luoghi.

Troppa la ingerenza dei potenti, sempre meno, in questo modo, quella dei partiti che rischiano di essere meri strumenti di potere nelle loro mani.
Sempre meno la considerazione della libera autodeterminazione delle comunità locali.

Non ci interessano questi giochi; non ci interessano le pressioni e le casacche che ci vogliono far indossare. Quello che vogliamo, è discutere i problemi della nostra città, i programmi delle coalizioni in campo e il destino di Jesi.

Vogliamo un sindaco che sia il sindaco degli jesini e non solo di questo o quel partito; che attui un programma concreto, che ponga attenzione ai problemi della qualità della vita, della sicurezza, della partecipazione di cittadini alla amministrazione della loro città.

E che abbia la forza di essere eletto e poi governare la nostra città senza il bisogno di “padrini” con la sola forza che gli viene dal libero consenso ricevuto dai cittadini.

C’è infine bisogno di una cambiamento, di una discontinuità rispetto al passato, in cui chi amministra abbia la capacità di dialogare e ascoltare i cittadini, per risolvere insieme i problemi e affrontare le situazioni, anche nuove che si presenteranno, consapevole di non avere in tasca la verità e capace di mettersi, quando occorra, in discussione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 giugno 2007 - 1236 letture

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