Udc: Luca Casci ringrazia gli elettori delle provinciali

3' di lettura 30/11/-0001 -
Desidero porgere un ringraziamento di cuore a tutti quei cittadini (215 Jesini + 78 Monsanesi) che hanno deciso di votarmi, apprezzando la scelta coraggiosa ed utile da parte dell’UDC, di rinnovamento effettivo della classe politica, attraverso la mia candidatura in qualità di rappresentante della società civile, mai “ammanicato” nell’amministrazione della cosa pubblica.

da Luca Casci
candidato provinciali Udc


La percentuale raggiunta dall’UDC nel collegio JESI 1 del 4,11% dei voti validi non è però confortante, soprattutto se paragonata al 45% circa di astensionismo, che ha caratterizzato queste elezioni per il rinnovo del Consiglio della Provincia di Ancona.

Le province sono considerate istituzioni inutili dai cittadini, ma non possono essere superate non andando a votare, anzi, così si favoriscono i soliti noti piuttosto interessati a sfruttarle come centri di potere e di perpetuazione della propria rete di appartenenza, a spese di tutti i contribuenti.

Tra l’altro, ben più numerose ed onerose per le tasche dei contribuenti sono altre società controllate e partecipate dagli enti pubblici, Fondazioni, Consorzi ed Unioni dei Comuni, Comunità Montane… che urge ristrutturare, riportandone le funzioni delegate ai Comuni e alle Province, che possono provvedervi con personale proprio.

Definire questo problema di “destra” o di “sinistra”, così come tante altre questioni che non vengono mai risolte e che affliggono tutti noi cittadini italiani, non è più attuale; gli schieramenti politici dovrebbero evolvere verso un nuovo schema bipolare: il rinnovamento da una parte e la continuità dall’altra, seguendo l’esempio europeo.

Il risultato elettorale è però inequivocabile: dalle nostre parti i tempi non sono ancora maturi per un cambiamento, forse si sta ancora troppo bene rispetto ad altre parti d’Italia e si pensa che tutto sommato ce la caveremo, nonostante la precarietà del lavoro, l’immigrazione incontrollata, la mancanza di sicurezza e di servizi, l’aumento delle tasse e del costo della vita. Il mio pensiero va anche alle elezioni comunali di Jesi, dove -a mio parere- il cambiamento rappresentato da Maria Celeste Pennoni e Daniele Massaccesi non è stato degnamente sostenuto dai cittadini, che invece si sono maggiormente espressi in favore della restaurazione rappresentata da Augusto Melappioni, contro la quale dovrà ancora fare i conti la continuità rappresentata da Fabiano Belcecchi, costretto al ballottaggio.

In un clima pesante già prima dell’inizio della campagna elettorale, gli Jesini si sono lasciati ammaliare da alcuni fantasmi del passato, dando credito ad un linguaggio, ad uno schematismo, a dei simboli palesemente vecchi, superati ed archiviati dalla storia, come a voler affermare che: “Era mejo quand’era peggio!”

Quasi a far da cornice al quadro vetusto dei sentimenti politici cittadini, sabato 2 giugno scorso, lungo il corso di Jesi, facevano bella mostra diverse auto d’epoca, molto tirate a lucido per l’occasione e senz’altro interessanti e foriere di ricordi; rappresentavano certamente un passato glorioso, ma -con grande umiltà- non strombazzavano modernità, al contrario di coloro che –in barba del tempo che passa- si credono buoni per tutte le stagioni.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 giugno 2007 - 1183 letture

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