Chiaravalle: non si spengono le polemiche sulla Manifattura

1' di lettura 30/11/-0001 -
Oggi nuovo coordinamento nazionale a Trento ma la proposta Bat per incentivi da 35mila euro per quello che in gergo tecnico viene definito “esodo volontario” non convince i sindacati.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Un’offerta rivolta a tutti quei 72 dipendenti che non rientrano negli ammortizzatori sociali per i quali comunque sarebbero previsti tutta una serie di strumenti per la ricollocazione professionale.“Così non ci sono dati certi – accusa Muhammed El Hasani (Cgil) – potenzialmente tutti potrebbero licenziarsi. E’ come dichiarare che non c’è posto per nessuno. A Trento chiederemo la mobilità così da avere dei numeri”.

Per quanto riguarda gli altri, 9 andranno in pensione avendo maturato i requisiti, 29 godranno della mobilità all’88% più 5mila euro di buonuscita fino al pensionamento. Altri 9 saranno assorbiti nel pubblico più 20.000 euro una tantum. Le incertezze però restano e sono tante. Dalla non presenza dei nuovi proprietari di Centrale Finanziaria Generale alle trattative, al ruolo di Bat da cliente (con una commessa da 2/3 di produzione) legato agli andamenti di mercato.

Nel frattempo Franco Favilla (Prc) propone un consiglio comunale aperto sull’argomento e accusa il Comune di superficialità per “aver dato fiducia e credito a Bat che, per tutta risposta, non ha avuto neppure lo stile di comunicare alle istituzioni l’avvenuta cessione”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 giugno 2007 - 1069 letture

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