Chiaravalle: El Hasani, per la manifattura si doveva fare di più

1' di lettura 30/11/-0001 -
Si poteva fare qualcosa in più ma siamo stati lasciati soli”.
Le parole pronunciate nel chiostro della chiesa di Santa Maria in Castagnola da Muhammed El Hasani (Cgil) sono macigni rivolti verso Cisl e Uil (“forse davano per scontata la chiusura”) e verso la politica (“chiedevamo un impegno serio che non c’è stato”).

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Il giorno dopo l’accordo di Trento, sottoscritto giovedì da sindacati e British American Tobacco, l’occasione per tornare a parlare dell’azienda è la presentazione della biografia di Romeo Sterlacchini, operaio della Manifattura e sindacalista dei primi ‘900.

Tra il pubblico tanti dipendenti ed ex dipendenti di quella che è una parte essenziale di storia cittadina.
Siamo parlando del primo sindacalista della Manifattura – ha detto El Hasani – io non vorrei essere ricordato come l’ultimo”.
Secondo l’accordo Bat cede a Centrale Finanziaria Generale, diventandone cliente. Si passa da 119 a circa 70 dipendenti. Ai tempi di Sterlacchini lavoravano in Manifattura 1.500 operai.

La nota positiva – ha concluso il sindacalista – è che abbiamo guadagnato tempo per far consolidare la nuova proprietà, dando così maggiori prospettive”.
Sull’accordo però, anche il Comune vuole capire se ci sono margini di miglioramento. Per il 18 giugno è previsto un tavolo tecnico al quale parteciperanno rappresentanti del Comune, l’ad di Bat Francesco Valli, le Rsu e i parlamentari chiaravallesi Claudio Maderloni e Luciana Sbarbati.

Per capire – spiega l’assessore Boschi – quali sono le garanzie per la Manifattura che è la nostra storia”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 giugno 2007 - 1380 letture

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