Maiolati: traslazione delle ceneri di Pia Piccioni

30/11/-0001 -
Le ceneri di Pia Piccioni, cittadinanza onoraria di Maiolati Spontini, saranno traslate nel fine settimana da Milano al cimitero di Maiolati Spontini.

dal Comune di Maiolati Spontini
www.comune.maiolatispontini.an.it


Morta nel 1995 ultranovantenne, le fu conferita alla memoria, alcuni anni fa, la cittadinanza onoraria e l’anno scorso, nel decimo anniversario della morte, il consiglio comunale ne ricordò la figura.

Il sindaco Giancarlo Carbini trasmise, in quell’occasione, copie del libro “Compagno silenzio”, in cui la Piccioni ricostruiva la vita drammatica e la sconvolgente vicenda di suo marito, all’istituto comprensivo di Moie. Pia Piccioni era nata a Maiolati, vedova di Vincenzo Baccalà, funzionario del Pci vittima dei lager staliniani. Ora riposerà nel Comune a lei tanto caro, che le dimostrò sempre vicinanza e apprezzamento.

Un rappresentante dell’Amministrazione comunale si recherà a Milano per prelevare l’urna, che sarà accompagnata dalla figlia Parisina Baccalà e verrà depositata nella chiesetta del cimitero di Maiolati Spontini. Sabato mattina è previsto il ricevimento della figlia in Municipio, seguirà alle ore 10 la cerimonia ufficiale di tumulazione presso il cimitero alla presenza del parroco don Fabio Belelli.

Successivamente il Comune, che ha messo a disposizione un apposito loculo per l’urna cineraria, provvederà alla lapide che ricorderà “questa donna – osserva il sindaco Carbini – che ha tenacemente combattuto per la libertà e per l’onore del marito è stata perseguita insieme alla famiglia, prima dal fascismo e poi dallo stalinismo dopo il trasferimento in Russia. Il marito pagò un prezzo altissimo per non essersi piegato alla logica totalitaria dell’obbedienza cieca e della delazione. E come altri che non vollero sottostare alla consegna del silenzio fu emarginato per avere denunciato la sorte dei suoi compagni deportati nei Gulag”.

Vincenzo Baccalà partecipò alla prima guerra mondiale e fu decorato di medaglia d’argento. Dopo essere stato esule in Francia per la sua avversione al fascismo, si trasferì in Russia. Accusato di Trotzkismo per essersi opposto a Stalin, fu fucilato nel 1937 ad Odessa.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 giugno 2007 - 1753 letture

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