Arrestato imprenditore cinese per sfruttamento di manodopera clandestina

30/11/-0001 -
L'imprenditore cinese arrestato perchè sfruttava i suoi connazionali viene “raggiunto” a Monteacuto da alcuni complici che cercavano di portare in salvo la merce sequestrata nella sua azienda.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Intervento doppio per i carabinieri del Comando di Jesi e del Nucleo Operativo di Ancona che lunedì notte hanno prima tratto in arresto un imprenditore cinese per sfruttamento della manodopera clandestina e, qualche ora più tardi, hanno bloccato e fatto scattare le manette su altri quattro cinesi che stavano svuotando la fabbrica di macchinari, tessuti e prodotti finiti. Il tutto tra Pianello Vallesina e Cupramontana. Il primo blitz è scattato a l’una: gli uomini dell’Arma sono entrati all’interno della fabbrica situata in via Garibaldi a Pianello.

Al suo interno, ancora al lavoro, 14 operai cinesi, dei quali 9 risultati clandestini. Il titolare, Zheng Jibing, 34 anni si trovata a riposare nella sua abitazione al secondo piano dello stabile. La fabbrica si occupava di produzione conto terzi di capi d’abbigliamento griffati: al suo interno macchinari, filati e vestiti già realizzati per un valore di 500.000 euro che sono stati posti sotto sequestro. Dai libri matricola e dalla contabilità, scritti totalmente in ideogrammi ed affidati ad un traduttore, si è scoperto che gli operai, sottopagati, lavoravano anche 12 ore al giorno.

Dormivano e mangiavano in azienda. Accettabili le condizioni del “dormitorio”, pessime quelle della cucina. All’interno dello stabile è stata trovata anche una botola nel muro che dava accesso ad una stanza segreta, utilizzata probabilmente per far nascondere i clandestini in caso di controlli. Uno stratagemma che stavolta non ha funzionato vista l’irruzione immediata dei militari. Per i nove clandestini è scattato il decreto di espulsione. Ma non finisce qui. Circa due ore dopo i Carabinieri di Moie, impegnati nel normale controllo del territorio, hanno notato movimenti sospetti attorno alla fabbrica posta sotto sequestro.

Giunti i rinforzi sul posto, sono stati fermati altri quattro cinesi che, dopo aver divelto i sigilli, stavano caricando in un furgone tutto il materiale confiscato. La fabbrica era già stata completamente svuotata. Cheng Hershan, 40 anni, Qimin Wu, 41 anni, Cheng Rong e Zhang Xiaoding, tutti e due di 33 anni sono stati arrestati per furto in concorso, violazione di sigilli e sottrazione di beni sequestrati, raggiungendo così Jibin a Monteacuto.

La merce è stata trovata a casa di Hershan, a Cupramontana e completamente recuperata. Sequestrato anche il furgone utilizzato per il “trasloco”. Ora le indagini degli inquirenti si stanno orientando per individuare l’eventuale presenza di altri complici e per fare luce sui passaggi di intermediazione della merce.


















Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 giugno 2007 - 1448 letture

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