Lavori al cimitero: ultimati con una moltiplicazione delle spese inutili

30/11/-0001 -
Il movimento Jesi nel cuore ha inviato una lettera aperta all'assessore Stefano Tonelli sullo stato dei lavori al cimitero.

da Jesi nel cuore


Caro Assessore Stefano Tonelli, la invitiamo a rileggere il nostro articolo di denuncia pubblicato sul sito www.comune.jesi.an.it/jesinelcuore, che per Sua utlità riportiamo, affinché possa prendere atto dello sperpero di denaro pubblico diretto artisticamente presso l'ultimo lotto del cimitero lotto "inaugurato" per le elezioni ma ancora chiuso e recintato!). Avevamo detto che era inutile ed improprio usare il pratopronto; in 10 giorni potevamo già avere un prato rustico a trifoglio; fretta non ce n'era visto che la zona è ancora inaccessibile....

Ecco il testo dell'articolo:
"Avevamo denunciato un mese fa...come avrebbero preso il volo decine di migliaia di euro...
Le foto sotto sono state scattate domenica 1 luglio, a 20 giorni dal ballottaggio; dimostrano quanto ha retto la messa in scena del prato pronto allestita per la finta inaugurazione. E' impossibile usare pratopronto senza ottimi impianti di irrigazione; chi l'ha fatto o lo sapeva o non lo sapeva. In entrambi i casi si è mostrato incapace. Ci aspettiamo un suo intervento perché voglia ben inaugurare il suo mandato facendo pagare ai responsabili incapacità e danni. Buon lavoro.




Qualcuno, indovinate chi, per far fare bella figura all'Amministrazione Comunale ha buttato via decine di migliaia di euro per la posa in opera di zolle di prato già pronto per l'inaugurazione di una parte del cimitero (circa 2000 metri quadrati, costo di mercato circa 20 euro/mq).

La foto accanto, scattata in questi giorni, mostra che fine ha fatto il prato pronto posato lo scorso anno per le ricorrenze dei morti su un altro lotto del nuovo cimtero. Soldi buttati al vento:senza la cura e l'acqua necessaria l'area è diventata una landa bruciata. Nonostante questo si è voluto insistere ripetendo la stessa pratica sbagliata.



A Jesi, a maggio, con il clima che abbiamo, non vi sono problemi per realizzare un prato rustico nel giro di una quindicina di giorni. Dopo aver lavorato il terreno era sufficiente seminare, innaffiare e lasciar fare alla natura. Con poche centinaia di euro si sarebbe ottenuto un risultato ottimo. Le annaffiature quotidiane sarebbero state l'unica cura obbligata, ma d'altro canto è comunque necessario irrigare anche il prato pronto se non si vuole che muoia nel giro di pochi giorni.

Insomma, pianificare un prato a Jesi a maggio inoltrato non è proprio ottimale, perché prati pubblici estesi è bene farli in primavera o autunno. Ma farlo addirittura ricorrendo al lusso del "prato pronto" (che si usa per cerimonie, per fiere, o in situazioni nelle quali si deve avere un prato calpestabile in pochi giorni) significa non avere molta cura delle risorse pubbliche (e disinteressarsi della necessità di non sprecare acqua in estate....). Forse l'unica reale urgenza stava nell'inaugurare qualcosa, anche un pezzo di cimitero, prima delle elezioni amministrative, secondo la politica dei "nastri da tagliare"!

Indiscussa invece la direzione artistica del completamento ... Indiscussa perché ci risulta mai discussa. Chi ha deciso queste metodologie...? Sulla base di quale progetto? Con quali risorse aggiuntive? Partecipando la scelta in che modo? Sarebbe il caso di dire, senza scomodare il poeta: "O voi che buttate via i soldi solo perché nessuno vi controlla !"





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 luglio 2007 - 2567 letture

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