ramarri & c.: Le Dolomiti di Sesto

30/11/-0001 -
I "percorsi dei Ramarri" tornano sulle Dolomiti nella parte settentrionale della Val Pusteria dove si estende il Parco Naturale Dolomiti di Sesto nei Comuni di Dobbiaco, S. Candido e Sesto.

testo e foto di Francesca Morici
francesca@viveresenigallia.it


Il Parco Naturale Dolomiti di Sesto comprende cime e catene montuose assai note tra gli escursionisti come le Tre Cime di Lavaredo, vero e proprio monumento di roccia, ai cui piedi non mancano immancabili frotte di gongolanti turisti giapponesi, ed il gruppo dei Baranci.
Le tre celebri cime, possente triade di Dolomia Principale caratterizzata da spessi banchi stratificati testimone di un antico mare con acque poco profonde, si possono raggiungere attraversando la Val Rinbon partendo dalla Valle di Ladro nei pressi di Dobbiaco.
Il sentiero si snoda attraverso un bosco misto di conifere lungo una gola scavata dal torrente Rinbianco.
Un compito importante in questi boschi spetta alla formica rufa, i cui nidi a forma di cupola si possono osservare ai piedi degli alberi. Quest'insetto è una sorta di "spazzino" che controlla le popolazioni di parassiti pericolosi per il bosco.
I boschi di conifere ospitano il regolo, un uccello dall'aspetto paffuto che si nutre di piccoli artropodi, la nocciolaia, un corvide che fa provviste di semi nel terreno, la civetta capogrosso, lo scoiattolo ed il cervo.


Giovane orbettino (Anguis fragilis). Gli orbettini sono sauri dall'aspetto serpentiniforme, del tutto innocui si nutrono di gasteropodi e lombrichi.

Il sentiero prosegue tortuoso attraverso i mughi fino al Piano della Rienza nera (2715 m), una zona pianeggiante con estesi prati.
Qui non è difficile imbattersi nelle marmotte, roditori che vivono in colonie e scavano profonde gallerie nel sottosuolo dove trascorrono il letargo invernale, ed osservare i camosci, che si muovono con agilità anche su zone ripide e scoscese.
Le praterie alpine di alta quota ospitano molte specie di fiori assai colorate, come la silene acaule, una pianta a cuscinetto che cresce molto lentamente.
Ambienti difficili da colonizzare come i pendii detritici presentano specie con robusti apparati radicali che ancorandosi in profondità resistono all'instabilità del terreno, così il papavero pirenaico tinge di giallo dorato i ghiaioni.
Il sentiero prosegue fino all'altopiano delle Tre Cime di Lavaredo da dove si può raggiungere il Rifugio Locatelli (2405 m) o proseguire attraverso la Forcella Lavaredo fino al Rifugio Lavaredo (2400 m ) ai piedi delle imponenti torri.
Le Dolomiti di Sesto furono teatro di violenti scontri durante il primo conflitto mondiale, sul Monte Piano si possono ancora visitare ricoveri e postazioni della guerra delle Dolomiti.


Clicca per ingrandire





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 luglio 2007 - 12836 letture

In questo articolo si parla di

Leggi gli altri articoli della rubrica ramarri & c.