Fabriano: a Precicchie omaggio ad Alessandro Haber

3' di lettura 30/11/-0001 -
La proiezione dei film “Scacco pazzo” e “La sconosciuta” ambedue interpretati da Alessandro Haber costituiscono il piatto forte della terza giornata – domani Giovedì 12 luglio – del Premio della Critica Cinematografica e Televisiva del Castello di Precicchie, in corso da due giorni. Le due proiezioni sono previste, domani, alle ore 21.00 ed alle ore 23.00.

dal Comune di Fabriano
www.comune.fabriano.an.it


“Scacco pazzo”, film del 2003, è stato non solo interpretato ma anche diretto da Haber. “La sconosciuta”, invece, è un lavoro del 2006 diretto dal Premio Oscar, Giuseppe Tornatore. I due film che si aggiungono a “La vera vita di Antonio H.” del 1994 che sarà proiettato questa sera, e “Le rose del deserto” del 2006 con la regia di Mario Monicelli, completano il pacchetto di omaggio all’artista nato a Bologna da padre rumeno e madre italiana ma che ha trascorso buona parte della sua infanzia in Israele.

La proiezione nel castello di Precicchie de “Le rose del deserto” programmata per le ore 22.00 di venerdi, sarà preceduta da un incontro con l’autore (ore 21.00). Oltre alle proiezioni dei video in concorso, domani alle ore 18.00 sarà aperta la mostra fotografica “Idee per + convivenza” a cura dell’assessorato Pari Opportunità della Regione Marche.

CHI E’ HABER? Alessandro Haber è personaggio per molti aspetti unico nel panorama del cinema italiano e internazionale. Attore eclettico, vulcanico, entusiasta, a volte irascibile, sempre generoso, dedito solo ed esclusivamente al proprio lavoro, capace di traslocare con naturalezza e intatta professionalità dal cinema al teatro, alla televisione, alla musica e alla canzone d’autore.

Un attore che ha frequentato il cinema d’autore più rigoroso (da Bertolucci a Bellocchio, da Moretti a Del Monte) ma che non ha esitato a cimentarsi con opere prime di autori giovanissimi; un attore che ha interpretato la commedia nella sua tradizione più alta rappresentata da Monicelli, Avati, Loy, Ponzi, e il cinema più popolare dei comici di successo da Pieraccioni a Nuti.

A sessant’anni appena compiuti e con una filmografia alle spalle ricca di oltre 115 titoli, un vero record nell’ambito del cinema italiano più recente, l’impressione è che Haber non abbia perduto neppure un briciolo di quell’entusiasmo e di quella determinazione che segnarono i suoi esordi che sul set risalgono esattamente a quarant’anni fa con La Cina è vicina di Marco Bellocchio.

Sullo schermo Haber ha interpretato i personaggi più diversi: eroi generosi e uomini codardi; ricchi e poveri; simpatici ed antipatici; timidi e sfacciati, non restando mai legato ad un'unica maschera, come accade solo ai grandi attori. Impossibile individuare un prototipo nella infinita galleria di ritratti proposti, anche se un tratto comune nei personaggi incarnati sul set e in palcoscenico esiste: la nevrosi, segnata da una certa malinconia, da una malcelata cupezza, che forse appartengono anche all’uomo, oltre che all’attore.

Se il cinema italiano fosse una vera industria, Haber sarebbe oggi una star internazionale, mentre invece ha ricevuto un successo sicuramente inferiore al suo talento e ai suoi meriti, anche se la critica lo ha sempre sostenuto e i premi prestigiosi non sono mancati.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 luglio 2007 - 1157 letture

In questo articolo si parla di