Sul cimitero la replica dell'assessore Tonelli non spiega nulla!

30/11/-0001 -
Caro Assessore Tonelli, in merito allo sperpero di soldi pubblici al cimitero da noi denunciato, crediamo che la sua risposta sia quantomeno elusiva.

da Jesi nel Cuore


Innanzitutto avrebbe dovuto ammettere con onestà che è inaudito inaugurare prematuramente un pezzo di cimitero, il 15 maggio 2007 (un po’ prima delle elezioni) con tanto di annessi e connessi (statua, epitaffio murale e pratopronto). Siamo a luglio, il pezzo di cimitero non è stato ancora collaudato, è ancora chiuso e per ancora altro tempo sarà privo di salme e quindi di visitatori.

Poi, essendo di fresca nomina, avrebbe potuto prendersi qualche giorno di tempo prima di rispondere, fare le debite ricerche, verificare la realtà dell’accaduto, come abbiamo fatto noi, per non rischiare di difendere interessi che non siano quelli della città. E veniamo alle Sue dichiarazioni. 1.Viene detto che l’area in oggetto aveva un pessimo terreno argilloso misto a polveri e calcinacci di cantiere, e che sarebbe perciò stato necessario rimuovere circa 30-40 cm per sostituirlo con terreno vegetale buono, per avere un bel prato da semina.

A prescindere dal fatto che:
- una simile operazione, sicuramente migliorativa, non era in realtà necessaria, perché vi sono miscugli rustici pensati apposta per situazioni limite;
- i calcinacci e le sabbie di cantiere potevano essere mescolati all’argilla con semplice lavorazione superficiale, operazione banale e poco costosa;
- al limite si poteva prevedere una semplice aggiunta di uno strato di terreno vegetale di riporto;

Resta il fatto che il “prato in zolle” è un tappeto di pochi centimetri di spessore, che dovrà comunque penetrare nella terraccia sopra descritta, per poter parlare realmente di “attecchimento”. Se il prato messo a dimora veramente restasse con gli apparati radicali superficiali sarà necessario mantenerlo in vita con irrigazioni e concimazioni continue tutti gli anni, con costi strabilianti, simili a quelli di un impianto di calcio (dove effettivamente il prato è un cotico di pochi centimetri di spessore). L’argomento quindi non motiva la scelta della tecnica del prato in zolle, e spiega piuttosto chiaramente il motivo per cui il prato messo a dimora l’anno scorso con le medesime modalità è miseramente morto, perché se veramente non si è lavorato il suolo sottostante ma si è appoggiato il cotico erboso su terra battuta allora le radici non sono riuscite a penetrare, e l’erba è morta al sopraggiungere del primo caldo.

2.Viene detto che lavorare il terreno, o riportare uno strato sottile di terreno di coltivo e seminare, come ordinariamente si fa in situazioni del genere, avrebbe comportato andirivieni di mezzi meccanici con rischi per marciapiedi e opere già realizzate; il che è teoricamente vero, ma nella pratica è ciò che si fa sempre e dappertutto, stando bene attenti a non rovinare l’esistente. Il prato è l’ultima operazione che si fa in tutti i giardini, dopo aver realizzato le opere murarie e dopo aver messo a dimora alberi e arbusti; non si può fare prima il prato e poi far girare escavatori o betoniere! Quindi queste spiegazioni non spiegano nulla, così come da verificare è l’operazione annaffiamenti che noi abbiamo sempre visto effettuare dalla ditta fornitrice del pratopronto, usando le bocchette in loco di acqua potabile! Anzi, La invitiamo, Assessore, a verificare il servizio di innaffiamento in città ( vedansi le ex-fioriere lungo il Corso Matteotti) e in particolare se l’autobotte del Comune sia uscita ALMENO UNA VOLTA ad innaffiare l’area cimiteriale di cui stiamo parlando.

A quanto ci risulta, le argomentazioni usate dall’Assessore sono solo il tentativo a posteriori di dare una qualche risposta ad una domanda che noi abbiamo posto e che resta inevasa: perché si è usato il prato in zolle, che costa almeno il quintuplo di un inerbimento previa lavorazione, concimazione, semina (2-3 €/mq per superfici di 2000 mq, a fronte degli 11-20 €/mq del prato in zolle – Prezziario Assoverde) spendendo inutilmente alcune decine di migliaia di euro??? L’unico motivo per giustificare tale spreco risiede NELLA FRETTA DI AVERE SUBITO UN PRATO PRONTO IN VISTA DELL’UNICA SCADENZA INCOMBENTE, …. QUELLA ELETTORALE.

P.S. Se per la scadenza delle feste dei morti, l’anno scorso, il prato pronto fu usato perché non era stata fatta una buona programmazione dei lavori (a novembre il prato seminato avrebbe richiesto più tempo per crescere), e qualcuno voleva far trovare nella ricorrenza festiva una situazione meno degradata; per i lavori fatti adesso invece non vale neppure quella motivazione, perché quest’anno, con le temperature di maggio, in dieci giorni già poteva esserci una superficie verde!





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 luglio 2007 - 1053 letture

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