Dalla Bielorussia due nuovi pompieri a servizio della città

2' di lettura 30/11/-0001 -
Battesimo di fuoco per i due pompieri bielorussi ospiti a Jesi nell’ambito degli scambi formativi tra Italia e Bielorussia.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Per loro subito azione al fianco del Comando Provinciale di Jesi impegnato negli incendi alla Rosolani e nel fabrianese. Questa è solo una parte del progetto che coinvolge oltre 50 bambini affidati a famiglie italiane tra Jesi, Monsano e Castelplanio e una dottoressa bielorussa inserita nel reparto di pediatria dell’Ospedale di Jesi.

Nata all’indomani della tragedia atomica di Chernobyl, la cooperazione, si prepara a fare il suo salto di qualità. Numerosi saranno gli interventi direttamente in Russia Bianca. Legambiente ha già donato un filtro per rendere l’acqua potabile ad una scuola di 800 alunni, mentre privati e Comune di Jesi si stanno impegnando per fornire 3 sedie odontoiatriche e una cucina da mensa.

Coinvolto nel progetto anche l’Arpam che ha analizzato campioni alimentari e ambientali prelevati nelle zone dove lo spettro della catastrofe nucleare è ancora vivo. “L’isotopo radioattivo è ancora presente nel terreno e, in misura minore, anche nel latte – spiegano i tecnici dell’Arpam – ma non nel burro perché il cesio 137 si ferma nel siero e non nelle parti grasse”. Importantissimi diventano, vista la situazione, i vigili del fuoco: durante gli incendi infatti si aumenta di 200 volte il livello di radioattività e per questo le autorità di Minsk hanno deciso di avviare fin dalle scuole elementari progetti di prevenzione antincendio. I bambini, durante queste ore, vestono l’uniforme del corpo e imparano come estinguere un focolaio e i comportamenti da tenere in caso di rogo.

La presentazione del progetto si è svolta all’interno del Comando Provinciale dei VdF di via Gallodoro dove i sindaci di Jesi e Monsano, Fabiano Belcecchi e Gianluca Fioretti, accanto alle congratulazioni per tutti i soggetti interessati, hanno anche lamentato le condizioni di precarietà per le carenze d’organico lamentate dai pompieri da tempo. Un impegno per fare il possibile per risolvere la situazione è arrivato anche dal consigliere regionale Fabio Badiali che denuncia “carenze strutturali del 20%”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 luglio 2007 - 1351 letture

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