Scuola di lirica made in Italy per 10 cantanti kazaki

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Provenienti dal Teatro Nazionale di Opera e Balletto di Astana, gli artisti parteciperanno ad un masterclass di canto lirico organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Due mesi di lezioni iniziate già lo scorso 15 luglio con corsi di respirazione e fonetica. Per entrare meglio nell’espressività italiana studieranno titoli a scelta come Madama Butterfly, Rigoletto, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Bohème, Traviata, Tosca, Aida, tanto per citarne solo alcuni.

Tra le materie anche lingua italiana e arte scenica per collegare la parola al gesto e visite allo Sferisferio di Macerata e al Rof a Pesaro per calarsi integralmente nell’opera tradizionale italiana. E finito con la lirica (il 15 settembre) la Pergolesi Spontini ha già in cantiere, oltre ad un approccio con il pubblico, anche un nuovo stage di balletto che sarà riservato ad otto coppie kazake e che si svolgerà a Milano, presso il Teatro alla Scala di Milano.

“Un progetto che quest’anno si consolida – spiega Leonardo Animali, membro del CdA della Fondazione – e che pone Jesi al centro di una grande operazione culturale per niente facile da realizzare. Non si mette in moto una vetrina solo istituzionale ma anche culturale con le specificità di Jesi”. Fortemente voluto dal Ministero della Cultura del Kazakistan, questo corso arriva dalla collaborazione tra il governo e la Fondazione: il direttore dell’ente William Graziosi dallo scorso anno è divenuto addirittura consulente dello stesso Ministero.

“Si tratta di un paese in forte espansione – racconta Graziosi – che ha messo in atto uno sviluppo per porre la nazione al centro del mondo economico. Amano tanto la cultura europea e l’opera lirica. Astana, la capitale, ha un nuovo teatro da 1500 posti, il teatro storico e una simphonic hall: puntano molto sulla cultura per cercare di favorire il mondialismo e non chiudersi negli integralismi”. Nell’ex repubblica sovietica c’è una grande tradizione teatrale derivata dalla Russia: 4 rappresentazioni la settimana, due di lirca e due di balletto pescando dal repertorio russo con qualche puntata dalle parti di casa nostra, dove l’opera è nata.

“Stiamo lavorando 8 ore al giorno – dice il tenore Baigali Mombekov, prontamente “italianizzato” dal traduttore al suo fianco – ed iniziato a conoscere le vostre grandi opere. Vi siamo molto grati e sono sicuro che questo è l’inizio di una grande amicizia”. A partecipare all’iniziativa che conta 700 ore di lezione per gli allievi anche la Fondazione Colocci e la Scuola Musicale Pergolesi.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 luglio 2007 - 3740 letture

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