Falconara: i comitati dichiarano il fallimento delle politiche sull'API

4' di lettura 30/11/-0001 -
Con l'ennesimo spiaggiamento di idrocarburi versato in mare da una condotta dell'API abbiamo assistito ad altre scene da anni '60: bambini e bagnanti uscire dall'acqua imbrattati di idrocarburi e "trattati" con benzina prima della doccia. Un ciclo tossico ed inquinante perfettamente chiuso!

dai comitati Cittadini
www.comitati-cittadini.net


Se rispetto a 47 anni fa la tecnologia ed i sistemi operativi e gestionali della sicurezza hanno fatto passi da gigante le Autorità e gli Enti locali dovrebbero interrogarsi se per la raffineria API occorreranno altri 47 anni per raggiungere standard di sicurezza adeguati!

Intanto, però, TUTTI devono dichiarare fallita la politica di credito concessa all'API credendo che scrivere protocolli o decreti fosse sufficiente a garantire salute e sicurezza della popolazione e dell'ambiente.

Quando mancano le sanzioni o non vengono applicate si spreca soltanto carta!

Sull'aristocrazia operaia API sorvoliamo dato che ieri, nel corso del nostro sopralluogo in mare per documentare e non essere presi in giro con la storia dei "pochi litri", si sono mostrati molto infastiditi tanto da apostrofarci con un "non avete un c.... da fare?" segno che il senso di onnipotenza è stato ben assimilato dal loro padrone Brachetti Peretti!

Dicevamo del fallimento della politica di Regione, Provincia e Comune di Falconara nei confronti dell'API dato che il Sindaco Recanatini, proprio il giorno 24, aveva rilanciato la umiliante proposta di una fondazione "acchiappa€uri" con grande protagonista proprio l'API!

Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto è l'API che determina la qualità dell'acqua del mare e la sua balneabilità; è l'API che determina la qualità delle spiagge ed è l'API che determina la possibilità di sopravvivenza o meno delle attività economiche legate alla balneazione e quelle legate alla pesca.

In definitiva, è l'API che determina il livello del malessere e disagio che deve essere sopportato dalla popolazione e dai comparti economici legati al mare ed alla sua salubrità.

Questa è la misura del fallimento della politica delle Amministrazioni e delle Autorità di fronte a questa società petrolifera, L'INCAPACITÀ DI ASSICURARE UN FUTURO A TUTTI E TUTTO IL RESTO, FUORCHÉ ALL'API.

Ma il fallimento politico si traduce anche in volontà politica quando vediamo che la Giunta Regionale si permette di governare il territorio dell'Area ad Alto Rischio con il piglio del monarca ignorando che la Provincia di Ancona, i Comuni e la stessa maggioranza politica che la sostiene hanno sottoscritto che le due nuove centrali elettriche API non si possono fare!

Come si fa ha concedere ancora credito ad un'azienda che ha suoi alti Responsabili sotto processo con l'accusa di aver manomesso i dati dell'inquinamento da idrocarburi del sottosuolo e, nel corso del processo per il rogo del 25 agosto 1999, è stata accusata dal Pubblico Ministero Tedeschini di "comportamenti fuorvianti le indagini " e comportamenti atti ad "intralciare ed inquinare in ogni modo l'attività di indagine dell'autorità giudiziaria"?

Come si fa a dar credito ad un'azienda che minaccia continuamente di cancellare interi comparti produttivi legati al mare?

Eppure i comunicati dell'azienda API che parlano dei soliti pochi litri di idrocarburi finiti in mare e, come un disco rotto, dicono che "tutto è sotto controllo" sembrano trovare maggior credito nella Regione Marche che i bambini imbrattati di olio combustibile come negli anni 60.

Il ridicolo di quei comunicati aziendali non ha limite!

In primo luogo perché ancora la stessa API non ci dice quanto olio combustibile atz sia finito in mare ad Aprile scorso, a 3 mesi e mezzo dall'evento!

In secondo luogo perchè se gli idrocarburi finiti in mare fossero pochi litri allora l'inquinamento vero l'avrebbero causato gli 8 battelli che per 8 ore hanno solcato il mare in lungo ed in largo a suon di quintali di gasolio bruciati e relative esalazioni per aria e mare!

Spieghino i politici di professione che oggi dichiarano le solite frasi vuote di futuro come mai la Responsabile Acque dell'ARPAM è dovuta salire su un moscone di un bagnino insieme al sottoscritto ed al consigliere regionale Binci per sincerarsi della situazione sulla scogliera falconarese.

Come mai soltanto dopo interminabili trattative la Responsabile ARPAM è riuscita a salire su un mezzo della Capitaneria di Porto per un sopralluogo?





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 luglio 2007 - 1086 letture

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