Falconara: il bagno non si può fare

2' di lettura 30/11/-0001 -
No, signora. Il bagno non si può fare”. Una frase ricorrente ieri in spiaggia tra bagnini e, dall’altro capo del telefono, turisti a chiedere lumi sulla situazione mare dopo il nuovo sversamento Api. Qualcuno, a dire il vero, una nuotata se l’è anche concessa, in barba all’ordinanza.
Risultato: qualche lettino sporco, qualche piede da ripulire con acquaragia.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Un danno economico e d’immagine enorme – lamenta Rita Ciriello dei bagni omonimi -. Non solo la gente da fuori ma anche i falconaresi sono stanchi. In tanti hanno chiesto informazioni e qualcuno si è pure detto pronto a disdire l’ombrellone”.

Nei weekend la spiaggia è meta di pendolari dall’entroterra che riempiono stabilimenti e ristoranti. Senza contare gli arrivi di agosto che arricchiscono anche il mercato degli affitti estivi. Che ricaduta subiranno le presenze turistiche? Gli umori sono neri e anche molti stagionali hanno minacciato di trasferirsi altrove, soprattutto famiglie con bambini.
Sono deluso e amareggiato – dice Walter Cremonesi di Walter & Marcello – un episodio così a fine luglio è una mazzata. Molti clienti sono arrabbiati e qualcuno chiederà indietro la differenza se non sarà possibile fare il bagno”.

Insomma un altro capitolo che i bagnini aggiungeranno alla richiesta di risarcimento danni avviata lo scorso aprile. Il via libera ai bagni dovrebbe arrivare per i primi di agosto. Analisi Arpam permettendo. In spiaggia però la rabbia resta e si sfoga anche contro il Comune.
Nessuno – prosegue la Ciriello - ci ha fatto sapere nulla sui tempi dell’ordinanza. Quanto resterà in vigore? Chi dice giorni, chi un mese. Siamo stufi. Abbiamo investito soldi e salute e non siamo tutelati. La domenica arrivano intere comitive da Jesi, Foligno, Terni, per agosto abbiamo prenotazioni da Torino, da Venezia. Ed ora?”.

Anche per Loredana De Stefanis di Abbronzantissima “la preoccupazione è legata al fine settimana. Da noi arrivano da Fabriano e di sicuro dopo quanto accaduto non si sposteranno per venire a Falconara. Ci sentiamo fuori da tutto: già siamo stati penalizzati all’inizio dell’estate. A ciò vanno aggiunti i problemi di parcheggi e sottopassi e, dopo tutti gli investimenti ci ritroviamo anche le tasse raddoppiate. Il Comune anziché venirci incontro ci taglia le gambe”.

Infine c’è anche chi, tra i frequentatori della spiaggia, non si fa tante illusioni. “Sono anni che non faccio il bagno qui – dice un’avvenente ragazza dal suo lettino – ed ora so di aver fatto bene. Perché continuo a venire? Qui sono nata e abito. La spiaggia sottocasa è una comodità”.
Divieti o no, solo doccia per alcuni.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 luglio 2007 - 1646 letture

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Anonimo

28 luglio, 11:18
è una vergogna per Falconara, nel pieno della stagione <br />
estiva una cosa del genere dovrebbe essere sanzionata con un fermo di <br />
produzione dell'API, così da causare all'azienda un danno economico e <br />
di immagine che la porti a stare più attenta all'ambiente.<br />
<br />
Le Marche <br />
sono ambientalmente martoriate in questi giorni, il mare al terzo <br />
inquinamento (senza contare quello della temperatura dell'acqua di <br />
raffreddamento della centrale elettrica che provoca alghe e <br />
quant'altro...e ne vorrebbero fare un'altra???), mentre a Fabriano <br />
continua a bruciare la montagna delle ville, anche oggi ha preso fuoco <br />
e siamo al terzo incendio da domenica.<br />
Bisogna puntare il dito verso la <br />
Regione, troppo debole nei confronti dell'ambiente, senza armi contro <br />
l'API e senza abbastanza forza per richiedere personale nelle caserme <br />
di Vigili del Fuoco e Forestale.<br />
<br />
Speriamo qualcosa cambi.<br />
<br />
<br />
<br />
--C.M.