Melappioni dice no al Partito Democratico

2' di lettura 30/11/-0001 -
Quanti pensavano ad un ricongiungimento tra il Patto di Melappioni e i suoi vecchi compagni politici all’ombra del Partito Democratico, dovranno ricredersi. Dopo lo strappo dai Ds e la candidatura a sindaco contro Fabiano Belcecchi designato dal centrosinistra “ufficiale”, l’ex assessore regionale alla Sanità si dice interessato ma pessimista sulla formazione della nuova realtà politica.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


A breve l’Ulivo jesino avvierà una fase di incontri con iscritti, elettori e cittadini ma per Melappioni il tutto è da ricondurre ad “una fusione degli organi direzionali interni, senza supporto della base, che ha il solo scopo di mantenerli in sella. Un escamotage per conservare il loro futuro”.

Di ritorno da Tolentino, dove la scorsa settimana è stato presentato il progetto sperimentale di Partito Democratico, Melappioni bolla l’esperienza come “patetica e arrogante, un cambio di nome alla stessa bottega” ma si dice disposto ad ascoltare durante gli analoghi incontri che si svolgeranno in città anche se per una pace tra le varie anime della sinistra i tempi non sembrano affatto maturi.

Non si può fare una fusione a freddo – aggiunge il dottore – io sono all’opposizione, ho un mandato elettorale da rispettare e tra l’altro la nuova giunta si sta dimostrando peggiore della precedente. Mi riferisco ai lavori pubblici, al bilancio e al ruolo del sindaco. Belcecchi è lontano dalla città. Servirebbe un protagonista invece lui è in balia delle segreterie di partito anche più di prima. Le profezie di Fancello? Sono osservazioni che non ascolto”.

Proprio Daniele Fancello del Pdci aveva ipotizzato alcuni giorni fa un inglobamento del Patto nel Pd.
Attacchi strumentali che cesseranno quando sarà costituito il Partito Democratico” aveva detto il capogruppo del Pdci in consiglio comunale in merito alle polemiche alzate da Jesi è Jesi sull’assenza della programmazione di JesiEstate.

Insomma il centrosinistra jesino sembra essere affetto da ferite troppo profonde, infettate da una campagna elettorale al vetriolo, che per il momento non sembrano sanabili con qualche cerotto.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 luglio 2007 - 998 letture

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