Monte San Vito: tenta di violentare una barista in paese, arrestato

30/11/-0001 -
Momenti di terrore in un bar di Monte San Vito dove la barista ha rischiato di essere violentata da un finto cliente.

di Giulia Mancinelli
redazione@viverejesi.it


E' una storia che fortunatamente si è conclusa per il meglio, grazie al coraggio della vittima, ma che poteva avere conseguenze ben più gravi.

Un uomo di trent'anni, sposato, impiegato incensurato e residente nell'entroterra anconetano, è entrato l'altra sera all'interno di un bar di Monte San Vito spacciandosi per un normale avventore. Approfittando però di un momento in cui nel bar non c'erano clienti, l'uomo improvvisamente con uno scatto fulmineo e con una violenza inaudita ha aggredito la barista cercando di spogliarla e palpandole ripetutamente il seno.

La ragazza ha cercato in ogni modo ovviamente di respingere il suo aggressore (che non aveva mai visto prima) ma l'uomo ha reagito spingendola verso il muro, continuando a palparla fino a farla cadere a terra. La vittima, che è riuscita a non farsi prendere dal panico, ha cominciato a gridare attirando l’attenzione di un cliente che i trovava all’esterno del locale. L’aggressore a quel punto è balzato dietro al bancone del bar e, afferrato un coltello da cucina, ha ripetutamente minacciato di morte la donna e il cliente vietandogli di chiamare i Carabinieri. L'uomo ha poi strappato dalle mani della barista il cellulare scappando a piedi. La donna è riuscita però a mettersi in contatto con il fidanzato che ha allertato il 112 e in pochi minuti nella zona è arrivata una gazzella del Nucleo Radiomobile e una pattuglia della Stazione di Monte San Vito.

I militari, apprese le prime notizie dalla vittima, si sono messi all’inseguimento del fuggiasco che nel frattempo si era nascosto, ancora con il coltello in mano, nel giardino di una villetta. Scoperto dai proprietari, è poi fuggito per le campagne nascondendosi in mezzo alla vegetazione. I Carabinieri sono riusciti a scovarlo e a bloccarlo. L'uomo non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare. Dai successivi accertamenti è emerso che l’aggressore (un tranquillo impiegato) negli ultimi tempi soffriva di depressione e per questo ra ricorso alle cure dei sanitari che gli avevano prescritto dei farmaci antidepressivi. L'uomo però sembrerebbe aver assunto dosi massicce dei farmaci che gli avrebbero provocato uno stato di sovraeccitamento.

L'uomo, rinchiuso nel carcere di Montacuto, è stato denunciato per tentata violenza sessuale, violenza privata e furto mentre la barista, ricorsa alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Jesi, ha riportato ferite al torace e agli arti superiori, guaribili in 15 giorni.




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 agosto 2007 - 1234 letture

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