Cultura e sport: aderire alle politiche di etica e sicurezza

2' di lettura 30/11/-0001 -
Sul defibrillatore obbligatorio per le società sportive il Comune è deciso ad andare avanti. Alla consulta per lo sport di giovedì 13 settembre la direttiva sarà girata ai vertici delle varie realtà dello sport jesino.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


La minaccia del sindaco Fabiano Belcecchi (“defibrillatore o addio contributi”) rischia insomma di diventare realtà per quanti non si metteranno in regola. L’allarme era stato lanciato dall’associazione Cuore della Vallesina che dà il macchinario in comodato d’uso gratuito chiedendo come unica spesa quella per il corso di formazione.

Una spesa che si aggiunge a quella per le batterie di una macchina ritenuta essenziale in caso di malore dell’atleta. Ancora da stabilire le modalità del provvedimento: parte dei contributi che il Comune già stanzia (circa un milione di euro l’anno) potrebbero servire per la formazione.

“La domanda – dice l’assessore allo Sport Bruna Aguzzi – è quante macchine servono e se c’è disponibilità a fare formazione. Certo è che se non si seguono le regole, non potranno non esserci conseguenze”. Insomma, l’Amministrazione è decisa ad intervenire nel mondo dello sport ed anche per questo ha aderito, primo comune della provincia, alla dichiarazione del Panathlon International sull’etica nello sport giovanile che fissa i criteri di solidarietà e correttezza della pratica sportiva per i giovani. “Non sport visto come business e spettacolo – spiega Fabio Fittajoli, presidente del Panathlon Club di Jesi – ma come benessere fisico, amicizia e solidarietà”.

Sull’adesione il direttivo della consulta si è detto già favorevole. Una lettera informativa è partita all’indirizzo di tutte le società e, per coinvolgere anche il mondo scolastico, anche a tutti gli istituti comprensivi. Richiesta per tutti: idee, iniziative e progetti per far crescere l’ideale dell’etica nello sport. “Si tratta di un simbolo importante – aggiunge la Aguzzi – non mi illudo che possa risolvere tutto ma un’istituzione ha il dovere di indicare la strada da seguire. In occasione della prima verifica della consulta ci occuperemo delle adesioni. Vorrei che tutte le squadre di Jesi prendessero esempio dalla Jesina Calcio Femminile: uno sponsor etico, impegno sociale e per tre volte vincitrice della Coppa Disciplina”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 settembre 2007 - 980 letture

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