Un consiglio straordinario per immigrazione e sicurezza

30/11/-0001 -
Immigrazione, sicurezza, integrazione, problemi di convivenza. Temi caldi del dibattito cittadino che saranno all’ordine del giorno di un consiglio comunale straordinario che, proprio per la delicatezza degli argomenti trattati, è stato programmato per il mese di novembre.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Due mesi di tempo per i gruppi consiliari per approfondire le varie tematiche ed arrivare alla discussione con le idee chiare. Mercoledì pomeriggio all’assemblea dei capigruppo si è deciso, intanto, di dividere i due temi portanti della discussione.

Un conto è l’integrazione, un altro discorso è la sicurezza. I due aspetti, se discussi unitamente avrebbero assunti i contorni di una condanna a priori degli immigrati ed i capigruppo si sono trovati in sintonia anche nell’individuare il problema principale, ovvero quello della legalità. Nelle scorse settimane gli spunti non erano certo mancati: dai problemi di sicurezza al quartiere Prato infiammati dall’episodio del tentativo di stupro, alla ventilata ipotesi dell’apertura di un centro culturale islamico a San Giuseppe con tanto di barricata a suon di firme dei residenti.

I Ds avevano lanciato la proposta di convocare il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico a Jesi per fare il punto della situazione e “e definire nuove strategie di collaborazione e intervento sinergico tra i diversi soggetti che hanno compiti in materia di sicurezza”. Da Alleanza Nazionale invece Daniele Massaccesi chiedeva l’istituzione di un’apposita commissione, visto che “lè stato completamento disatteso quanto deliberato a febbraio dal Consiglio Comunale di Jesi sia circa una presenza costante dei Vigili Urbani in alcune zone della città sia in merito alla istituzione di un tavolo di lavoro per verificare la percorribilità e le possibilità di assicurare al controllo del territorio termini di maggiore sicurezza”. Ieri mattina anche Jesi è Jesi ha detto la sua in merito.

“Il principale problema è la legalità – afferma il capogruppo Matteo Marasca – occorre applicare le norme a tutti perché i crimini non sono commessi solo da stranieri. All’assessore Maiolatesi chiediamo di mappare il territorio, come promesso, il prima possibile”. Per Jesi è Jesi va avviato quanto prima il dibattito sull’inserimento dei figli di immigrati nella scuola pubblica prevedendo quote o corsi serali per ovviare ai problemi di lingua, regolamentare gli affitti o le case popolari spalmandole su tutta la città e non in un solo quartiere destinato a diventare ghetto e controllare il problema dei subaffitti. “Molti italiani che hanno la casa popolare – denuncia Marasca – subaffittano ad immigrati. Bisogna sfrattare chi si comporta così”.

Sul centro culturale islamico l’ex-sindaco Marco Polita si dice infine favorevole “perché va garantito il diritto al culto ma questo deve avvenire in quartieri dove la situazione è meno tesa”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 settembre 2007 - 1086 letture

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