Monsano: le melodie del clavicembalo alla chiesa di Aroli

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In un secolo dove i miti e gli eroi tornano prepotentemente a far parlare di sé con incontri a loro dedicati, ai quali accorrono migliaia di persone, non poteva mancare per il Festival Pergolesi Spontini un concerto dedicato ai Miti ed eroi con brani a loro ispirati, eseguiti sulla tastiera di un clavicembalo da Edward Smith, americano, insigne studioso di musica antica.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com


Memorabili i suoi concerti a New York con l’esecuzione integrale del Clavicembalo ben temperato di Bach, ha partecipato a numerosi recuperi di opere barocche ed ha revisionato molta musica per tastiera.

Il programma comprede di François Couperin l’esecuzione di alcuni brani dei Pièces de clavecin: Les Sylvains / I silvani, L’Amazône / L’amazzone, L’Atalante / Atalanta, La Flore / Flora, Les dars-omicides / Le frecce omicide, Le Carillon de Cythére / Il carillon di Citera, Les Satires, chèvre-pieds (dans un goût burlesque) / I satiri, piè di capra (un gusto burlesco), Les Gondoles de Délos / Le gondole di Delo, e Les Bacchanales / I baccanali.

Couperin, noto come "il grande" per distinguerlo dallo zio, pure eminente musicista, rappresenta il vertice più alto all’interno di una grande famiglia di musicisti. Nato nel 1668 a Parigi, a 18 anni era già organista alla Chiesa di St. Gervais; ebbe in seguito alti incarichi – e la relativa protezione – di Luigi XIV, e nel 1693, divenne organista regale e clavicembalista di Corte. Fu uno dei musicisti più acclamati e noti di tutto il secolo, sia come clavicembalista che compositore. Morì a Parigi nel 1733. Il compositore, a proposito dello strumento, disse: “Il clavicembalo è perfetto quanto a estensione e brillante in se stesso; ma siccome non si possono né aumentare né diminuire i suoni, sarò sempre grato a quelli che per mezzo di un’arte infinita sorretta dal gusto, potranno giungere a rendere questo strumento suscettibile d’emozione”.

Nel programma musicale, verrà inoltre eseguita l’ouverture dell’opera Tolomeo di Georg Friedrich Händel (1685-1759), dramma per musica in tre atti completato il 19 aprile 1728 su libretto di Nicola Francesco Haym, e tre arie di Cleopatra dall’opera Giulio Cesare (Venere bella, Piangerò, Di tempeste), scritta nel 1723.

Il programma si concluderà con la Médée dal Troisième Livre de Pièces de Clavecin, del francese Jacques Duphly. Nato a Rouen il 12 gennaio 1715, tra il 1744 ed il 1768 scrisse quattro libri di musica per clavicembalo; su incarico di Rousseau scrisse alcune parti della Enciclopedia sulla musica. Il brano evoca la figura mitologica di Medea, figlia di Eeta e Idia. Secondo Apollodoro uccise senza scrupoli il fratello Aperto per agevolare la fuga degli Argonauti e convinse le figlie di Pelia a fare a pezzi e bollire il padre persuadendole che così sarebbe risorto e ringiovanito. Vivrà poi dieci anni a Corinto, sposa di Giasone, prima che l’eroe non la ripudi per convolare a nuove nozze con la figlia del re della città. Grazie alla tragedia di Euripide conosciamo bene la vendetta di Medea che regalerà un peplo micidiale a Glauce e additerà a Giasone i figli uccisi, prima di spiccare il volo su un carro alato.

Info: 0731 202944. Biglietti: 1 euro. Tel. biglietteria +39 0731 206888





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 settembre 2007 - 972 letture

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