Montecarotto: concerto con il pianoforte appartenuto a Gioachino Rossini

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Salotto con Vestale” è il titolo del concerto di venerdì 14 settembre (ore 21) al Teatro Comunale di Montecarotto: su un pianoforte Pleyel appartenuto a Gioachino Rossini e su due pianoforti Érard (la celebre casa parigina della famiglia della moglie di Spontini), Flavio Ponzi e Massimiliano Génot proporranno trascrizioni delle musiche di opere di Mozart, Spontini, Beethoven, Schumann, Bellini, Liszt, Saint-Saëns per pianoforte a quattro mani e per due pianoforti.

da Fondazione Pergolesi Spontini
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Il pianoforte Pleyel modello pétit à queue usato in questo concerto è un prezioso strumento dell'Ottocento, e un tipico esempio della tipologia romantica di questo marchio. Tale strumento fu acquistato da Rossini durante il suo soggiorno a Bologna: lo attesta una sua lettera autografa inedita a Camille Pleyel, scritta il 2 agosto 1846, reperita a Padova attorno al 1970 dallo storico della musica Piero Buscaroli. In tale lettera è chiaramente indicato il numero di matricola 11695, del pianoforte che Rossini aveva pagato alla ditta Pleyel (in ritardo, come in essa specificato), tramite il banchiere Rotschild.

La meccanica dello strumento è di tipo inglese, a scappamento semplice, caratterizzata da una maggiore immediatezza nel controllo del martello, assai apprezzata tra l'altro da Chopin. La sonorità nasale e di gusto spiccatamente fortepianistico si deve ai caratteri dei martelli, guarniti da grossi sottofeltri di pelle e feltro a bassa densità. Tale aspetto conferisce al suono anche una sorta di candida trasparenza nella gamma del piano, suggerendo un mimetismo fonico variamente evocativo di timbri strumentali. Il suono, che ha una componente di ricercata ambiguità, è orientato verso un carattere cameristico, anche grazie a una cordiera assai più leggera della coeva tipologia Érard.

I Pianoforti Érard de concert, provengono dalla celebre manifattura di Londra. Dal 1786 Sébastien Érard teneva aperto un atelier a Londra in Great Marlborough Street. Proprio una nipote di Sébastien, Celeste, diverrà nel 1811 la sposa di Spontini. Attorno alla metà dell'Ottocento, quando il pianoforte Érard era indiscutibilmente lo strumento dominante nelle sale da concerto, e preferito dalla maggior parte dei musicisti (fra cui Liszt, Thalberg, e successivamente Saint-Saëns), la manifattura di Londra immatricolava circa duecento pianoforti all'anno, del tutto analoghi per qualità e caratteri costruttivi, a quelli prodotti nella casa madre di Rue De Mail, a Parigi. La tipologia romantica Érard si era imposta al pubblico dopo l'adozione delle barre metalliche di rinforzo (in concorrenza con le manifatture inglesi), per il suo suono cantante e timbrato: "un vero violoncello", secondo Moscheles. L'ampiezza orchestrale del suono e la raffinata e innovativa meccanica a double échappement, precocemente ideata (1821) da Sébastien Érard, genio della meccanica pianistica, conferivano a questo tipo di pianoforti una maneggevolezza sconosciuta agli strumenti del tempo.

Il pianoforte del 1859, qui utilizzato, in radica di noce, conserva le corde d'acciaio originali e ha un'unica variante rispetto alla tipologia romantica Érard: il somiere (ossia la parte dello strumento in cui sono infisse le caviglie, e che regge una trazione di circa 13500 Kgf), è rinforzato con una fusione d’ottone nel settore degli acuti. L'altro strumento qui utilizzato, del 1873, è in palissandro scuro annerito ed è ornato con eleganti arabeschi dorati; esso conserva interamente la cordiera originale.

Su questi preziosi strumenti, i due pianisti eseguiranno trascrizioni per pianoforte a quattro mani di brani dell’opera La Vestale di Gaspare Spontini: l’ouverture, il Coro di vestali, la Stretta del finale secondo e la Marcia funebre. Sempre di Spontini, verrà suonata l’ouverture dell’opera Olympia. Nel programma musicale, inoltre, la Fantasia su temi della Clemenza di Tito di Mozart per pianoforte a quattro mani, di Heinrich Cramer (1789-1851); l’ouverture dal Coriolano di Beethoven in trascrizione per due pianoforti, l’ouverture del Giulio Cesare di Schumann, il Gran duetto per due pianoforti: sopra un tema favorito dell'opera Norma di Bellini di Sigismund Thalberg, il poema sinfonico Orpheus di Franz Liszt, e l’aria tratta dall’opera Samson et Dalila Mon coeur s'ouvre à ta voix di Camille Saint-Saëns.

Info: 0731 202944. Biglietti: posto unico (palchi e platea) 20 euro intero, 15 euro ridotto. Tel. biglietteria +39 0731 206888





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 settembre 2007 - 1271 letture

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