Confartigianato: diffondere la cultura della legalità

30/11/-0001 -
L’artigianato e le piccole aziende subiscono la concorrenza sleale di chi opera nell’abusivismo e nel sommerso; ma anche il cittadino ne rimane danneggiato, con l’acquisto di un prodotto o il pagamento di un servizio non corrispondenti alle aspettative e di bassissimo standard qualitativo.

da Confartigianato


Per Confartigianato, per le imprese che rappresenta, difendere la legalità è fondamentale e si deve agire con tutti i mezzi possibili. Un’economia che funziona davvero e una società sana, dichiara Giuseppe Carancini responsabile della Confartigianato di Jesi - hanno come presupposti regole certe e rispettate, capacità di combattere efficacemente i fenomeni di abusivismo. Occorre dunque contrastare il sommerso, combattere i furti e la microcriminalità presenti sul territorio jesino, che rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo e alla crescita economica.

Negli ultimi dieci anni l’economia sommersa, quella che vive del lavoro “ clandestino”, è aumentata in maniera preoccupante anche nel comprensorio di Jesi . Nel nostro territorio il tasso d’irregolarità medio ( lavoratori irregolari, occupati non dichiarati, doppio lavoristi) è stimato tra il 5,5 e il 10%. Così l’economia abusiva, sottolinea Ubaldo Benigni Presidente della Confartigianato di Jesi, quella che non si vede e non si conosce , continua a crescere in tutti i comparti. Imprese, spesso provenienti da fuori regione, sottraggono lavoro e risorse a chi opera in regola presentandosi sul mercato con prezzi fuori da ogni equa considerazione, perché operano nell’illegalità e senza il rispetto delle norme di sicurezza causa quest’ultima di numerosi incidenti sul lavoro, con la conseguenza di un calo drastico di lavoro per le imprese in regola.

Confartigianato per tutelare l’imprenditoria locale invita le Istituzioni pubbliche e private e le stazioni appaltanti a fare appalti anche alla portata di piccole imprese, riconoscendo la validità del nostro sistema produttivo che è caratterizzato da un tessuto produttivo altamente qualificato basato sulle piccole aziende, senza escluderle a priori dato che sono sempre di più i casi di grandi appalti affidati ad imprese che sono vere e proprie finanziarie che poi sub appaltano a loro volta a prezzi fuori mercato obbligando i sub appaltatori locali ad operare fuori dalle norme e dalle regole.

La realizzazione dell’obiettivo generale passa anche attraverso l’attivazione di progetti volti alla sperimentazione di nuove metodologie di dialogo e di integrazione con gli immigrati presenti in gran numero sul nostro territorio. Siamo di fronte a due fenomeni diversi tra loro interdipendenti: il bisogno da parte dei cittadini di una maggiore sicurezza e il problema della coesione sociale e della convivenza civile. La sicurezza rappresenta per i cittadini un diritto primario ed un elemento connotante la qualità della vita riscontrabile in un dato ambito territoriale, alla cui base vi è la rete dei valori e dei servizi che contribuiscono a definire l’identità civica nella quale la comunità locale si riconosce.

In questa ottica, il concetto di sicurezza non si identifica più con il tradizionale ambito della prevenzione dei fenomeni criminosi, ma si estende alla interezza delle problematiche in grado di turbare la serenità della collettività locale. Integrazione, sicurezza, controllo del territorio. Per favorire una migliore integrazione dei nuovi residenti, provenienti da etnie e culture diverse, è fondamentale creare momenti di incontro che favoriscano la conoscenza. E’ spesso il non conoscere causa di pregiudizio, diffidenza, insicurezza.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 settembre 2007 - 1056 letture

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