Fabriano: convegno sul terremoto e sviluppo

30/11/-0001 -
“Siamo orgogliosi per quello che la nostra comunità regionale è stata in grado di realizzare nell’arco di questi dieci anni, grazie alle grandi doti che possiede.

dalla Regione Marche
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Vorrei sottolineare che tutti gli atti emanati, a partire dai Consigli comunali sino a quelli del Parlamento, sono stati votati all’unanimità, pur di risolvere i problemi alla collettività”.

Così il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha aperto il convegno di Fabriano, “Terremoto e sviluppo – La ripresa e il potenziamento delle attività produttive”, dopo i saluti del primo cittadino, Roberto Sorci e del Presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande.

“Fin da subito – ha proseguito Spacca - la Regione Marche ha pensato che serviva rilanciare le funzioni vitali delle comunità colpite. Ci sono ancora questioni aperte come la busta pesante a favore di cittadini, famiglie e imprese, il tema legato alle minori entrate ai comuni, dei i beni culturali, delle seconde case e quello delle infrastrutture con particolare riguardo al progetto viario del Quadrilatero terremoto. Per tali motivi è attivo, presso il Governo nazionale, un comitato guidato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sta valutando tutti gli aspetti che ancora sostengono le necessità della ricostruzione”.

“Questa drammatica partita iniziata dieci anni fa – ha sottolineato l’assessore alle attività Produttive della Regione Umbria, Mario Giovannetti - possiamo dire di averla vinta raggiungendo importanti risultati attraverso la realizzazione di una ricostruzione di qualità, che ha salvaguardato le caratteristiche dei nostri territori di alto pregio ambientale e di vita. Una risposta positiva anche al nostro settore economico e produttivo, con una oculata gestione delle risorse finanziarie”.

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che domani riceverà a Colfiorito dal Presidente della Repubblica la seconda medaglia d’oro al merito al sistema della protezione civile, ha ribadito l’efficienza di un modello originale che lo si sta esportando anche all’estero. “E’ necessario – ha detto Bertolaso - far conoscere all’opinione pubblica che la protezione civile è composta da tante istituzioni, corpi dello Stato e volontariato. Nella regione Marche ci sono circa 5mila volontari riuniti in associazioni e in particolare in gruppi comunali. Sappiamo cosa è il terremoto, abbiamo identificato le zone dove si può verificare un sisma, occorre ora fare prevenzione e mettere in sicurezza gli edifici esistenti proprio nelle zone a rischio sismico”.

Per il presidente Anci terremoto, Gianni Fiorentini, le “ricorrenze non devono mai essere celebrative perché ancora ci sono alcuni problemi irrisolti, però è bene ricordare che la particolarità della ricostruzione è stata quella di un forte dialogo tra Comuni, Provincia, Regione e Governo nazionale, dove il sindaco è stato il vero artefice nella gestione dei fondi”. Anche l’onorevole Carlo Ciccioli ha evidenziato la stretta sinergia tra le parti, soprattutto tra risorse pubbliche e private. Ha fatto emergere che in tutte le fasi del terremoto c’è stata molta intesa tra maggioranza e opposizione, affinché si procedesse in maniera speditiva alla ricostruzione.

L’assessore regionale alle attività Produttive, Gianni Giaccaglia, ha ricordato, invece, che “l’immediata analisi e la velocità degli interventi hanno dato grandi risultati per la ricostruzione. Dei 23 milioni di euro disponibili per le attività produttive, circa il 99% del finanziamento è stato utilizzato”. Le imprese marchigiane per il mancato guadagno potevano accedere anche a questi fondi e nonostante questa opportunità le aziende non hanno voluto sfruttarla, perché intenti nel ristabilire subito le linee produttive.” Coro comune da parte dei rappresentati della Cna, Confindustria, Confcommercio e CGIL delle Marche, nell’affermare che i lavoratori e le imprese, senza perdersi d’animo, si sono rimboccati le maniche pur di ripristinare, nei tempi brevi, la normalità del tessuto urbano e sociale, cogliendo anche l’occasione per fare gli investimenti.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 settembre 2007 - 1257 letture

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