Falconara: sulla crisi politica la parola ai cittadini

2' di lettura 30/11/-0001 -
Ad un passo dal commissariamento la città s’interroga su quanto avvenuto dal dopo Carletti alle dimissioni di Recanatini.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Dalla rinascita cittadina al baratro del dissesto in 15 mesi di accuse che hanno visto primo indiziato il Professore. E adesso? Il Messaggero lo ha chiesto ai cittadini più in vista. Tra accuse al veleno e voglia di riscatto. “Una gran delusione – dice l’avvocato Carlo Serrani - i falconaresi non lo meritavano ma è comodo dire che si è amministrato male: la colpa è di noi cittadini che abbiamo votato. Spero che la prossima volta il voto sia più oculato. Se però non si tratta solo di incompetenza c’è già la magistratura a fare il suo corso”.

Fissa le priorità per il futuro Bruno Bedetti, titolare dell’omonimo storico caffè. “Compito primario – auspica il commendatore - sarà risolvere il nodo accise per dare a Falconara i soldi necessari per non avere più problemi. Il commissariamento? Ci siamo già passati e siamo sempre sopravvissuti”. C’è anche chi rimpiange Carletti. Marcello Moscoloni, dottore, vede la denuncia del deficit finanziario come una “bieca manovra politica. Carletti fece i cosiddetti “buffi” per arricchire la città. Spese, da ripianare nel tempo, che tutti i comuni fanno per dotarsi di strutture. Si è perso un treno che non tornerà più. Ora bisogna trovare un uomo preparato e di buona volontà ma non ne vedo nei paraggi”.

Più duro l’affondo di Kruger Agostinelli, ieri addetto stampa del Comune, oggi dell’Aeranti. Dopo aver salutato sul suo blog (falconaraimarittimanform.splinder.com), l’addio di Recanatini con un secco “Tutti a casa”, lo storico dj accusa l’Unione di “vendette personali e precisa volontà di abbattere ciò che era stato fatto. Una misera commedia: investimenti per la città fatti passare per debiti, licenziamenti in blocco con il tacito assenso dei sindacati, restaurazione del clientelismo e tutto a dispetto del valore di persone, idee e progetti”.

Infine Bruno Severini, commerciante da anni attivo nel sociale definisce l’Unione “un progetto nato male in partenza che non ha tenuto conto dei valori ma degli interessi politici a scapito del bene comune. Era auspicabile una finanziaria che gestisse il patrimonio, magari coinvolgendo Carletti, sia per capacità che per l’impegno preso da sindaco. Il suo progetto doveva andare avanti”. Nel frattempo il prefetto Giovanni D’Onofrio ha nominato il commissario provvisorio. Si tratta di Mario Ruffo, viceprefetto vicario di Ancona.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 settembre 2007 - 1152 letture

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