CM Esino Frasassi: Giuliani presenta la riorganizzazione dell\'Ente Montano

05/03/2008 - \"Sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, collaborazione per un nuovo patto e governance che riporti l\'attore pubblico al centro dell\'arena locale\". Questo il messaggio lanciato del Presidente della C.M. Esino Frasassi, Fabrizio Giuliani, al Convegno dell\'Ucem Marche tenuto ad Urbania sul tema \"La montagna dei Comuni: insieme per una comunità montana nuova\" ruolo e funzioni nel sistema  Regionale.

Tanto per non lasciare margini a interpretazioni diverse, Giuliani aggiunge \"favorire il dialogo con il sistema delle autonomie e confrontarsi sulla posizione delle stesse Comunità all\'interno della Regione; fare il punto della situazione su ruolo e funzioni delle C.M. nell\'ottica unitaria di rilancio del federalismo. Vogliamo ripartire - sottolinea - dalla proposte dell\'UNCEM, e riprendere con impegno le nostre azioni, dare visibilità a ciò che abbiamo fatto e faremo, contribuendo al necessario riequilibrio tra centro e periferia\". Il filo conduttore del vertice dell\'Ente montano, si dipana ponendo come obiettivo \"Le C.M. quale opportunità tangibile per impostare effettive vocazioni territoriali, la governance dei comuni di montagna, ovvero gestione dei territori montani partendo dall\'autodeterminazione culturale e tutela del sistema di credenze tradizionali che sono alla base dello sviluppo sostenibile - meglio ancora rileva - un ruolo di cabina di regia, pianificazione, programmazione e controllo, di governance interna, esterna o interistituzionale\".


In buona sostanza, Giuliani, pensa ad \"una devoluzione di funzioni dai livelli superiori di governo in attuazione del decentramento amministrativo e di delega dai Comuni\" che impone oggi alla C.M. \"di riconfigurare il proprio ruolo come leader strategica di comunità che ricerca la collaborazione di tutti i soggetti esterni, indirizzandoli e controllandone l\'attività\".


In questo contesto per il Presidente \"la C. M. in quanto associazione, la cui legittimità democratica è indiretta per nomina e delega da parte delle cariche politiche elette dai Municipi, si trova nella posizione ideale, forse migliore di quella dei Comuni se non in termini di risorse disponibili, per esperienza, attitudine interistituzionale e svolgere il ruolo di guida della comunità\".
A questo punto, Giuliani, non può che chiarire le tipologie di quella che definisce \"funzioni/attività\". La prima concerne \"la regia strategica proiettata in una prospettiva allargata al sistema\". La seconda verte sulla \"rappresentanza e sviluppo interessi della comunità\". La terza su \"garanzia e sviluppo della democraticità partecipativa a livello locale\".


Scendendo nel particolare \"la regia strategica di sistema fissa obiettivi e controlla i risultati\", in altre parole \"La C.M. nell\'esercizio di rappresentanza, deve promuovere attivamente verso l\'alto (UE, Governo, Regione, Provincia, grandi gruppi economici) ma anche a livello locale (imprese, banche, fondazioni) gli interessi della comunità e cogliere le opportunità positive reagendo difensivamente alle iniziative normative e pressioni economiche negative.

La C.M. - precisa - nella sua funzione di garanzia di una democrazia partecipativa, deve ascoltare e rispondere ai bisogni, favorire la partecipazione, assicurare il principio di responsabilità democratica rispetto a tutte le iniziative e attività di rilevanza pubblica e d\'impatto sulla vita dei cittadini e sull\'attività delle imprese. Per esercitare questo ruolo dobbiamo attrezzarci al nostro interno in termini di capacità strategiche, organizzative e gestionali\".


Giuliani, esemplifica cosa intende per capacità strategiche, organizzative e gestionali. \"Le C. M. da tempo rappresentano un consolidato riferimento per la tutela dei territorio come strumenti operativi dei Comuni, la progettazione e realizzazione di interventi di salvaguardia ambientale e il mantenimento delle condizioni di vita adeguate per la popolazione. Raramente però - commenta - ne sono stati riconosciuti i meriti e l\'impegno concreto fatto di un dialogo vero\".


Su un altro fronte \"E\' necessario riconoscere e valorizzare il patrimonio di cultura, tradizioni, valori di cui sono custodi le C.M. Presidio istituzionale atto a garantire qualità dei servizi pubblici, investimenti finanziari, produzioni tipiche di qualità, valorizzazione di beni culturali, cura dei pregi naturalistico-paesaggistici, tutela del suolo, ovvero, il rinnovarsi di un modello sistemico di governo che affonda le proprie radici nella civiltà monacale e nelle comunità di valle\".
Altro inciso alla montagna come \"opportunità istituzionale, recuperando il rapporto quotidiano uomo-ambiente, lavoro quotidiano trasformato in sostentamento e dignità della vita, capisaldi di vera identità socio-culturale\".


Buon ultimo, e non per importanza \"alle C.M. vanno riconosciute anche competenze unitarie ed organiche su agricoltura e turismo, per favorire un equilibrato sviluppo socio-economico delle aree facenti parte delle stesse Comunità. La presenza capillare delle C. M. nell\'area montana - termina il presidente - le trasforma in presidi di importanza strategica nella promozione della Regione, capaci in questo modo di farsi portavoce delle risposte alle numerose sfide che l\'Europa ci pone sul piano della qualità della produzione. Parametro fondamentale per mantenere un alto livello di competitività all\'interno del mercato\".







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 marzo 2008 - 1807 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunità montana esino frasassi, fabrizio giuliani