Polveri sottili: le proposte di Legambiente

legambiente 4' di lettura 06/03/2008 - \"I dati ufficiali che risultano dai monitoraggi effettuati nella città di Jesi mostrano una situazione di certo poco rassicurante; inoltre se si considerano i limiti verso cui dovremo tendere per le concentrazioni degli inquinanti da qui al 2010, è evidente che dovranno essere attuati interventi molto più radicali e soprattutto di natura più strutturale rispetto a quanto è stato fatto o annunciato sino ad ora\".

Gli sforamenti delle PM10 dai valori limite previsti a livello comunitario, sforamenti spesso significativi se si considera che il 28 febbraio u.s. abbiamo avuto un valore di 104,6 migrogrammi/m3, sono ormai diventati una costante con i relativi effetti problematici per la protezione della salute umana.


PM10

2007

2008

Standard

Livello di monitoraggio

41,1%

76,7%

100%

Sforamenti del limite

33,3%

65,2%

9,6%



Dal 1 gennaio 2005 sono entrati in vigore limiti più restrittivi per la maggior parte degli inquinanti attualmente monitorati nei principali centri urbani.

In particolare per le polveri sottili (PM10) tutti i Comuni italiani devono obbligatoriamente rispettare la normativa europea, che impone che i livelli di PM10 nell\'aria non superino la concentrazione di 50 microgrammi/m3 come media giornaliera per più di 35 giorni l\'anno e il valore medio di 40 microgrammi/m3 .

Nei prossimi anni questi limiti diminuiranno ancora fino ad arrivare ai valori fissati dalla normativa comunitaria che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2010.


Inquinante

Normativa vigente

Tipo limite

2005

2010

PM10

microgrammi/m3

DM n.60 del 2/4/02

Giornaliero

50(35)

50(7)

Annuale

40

20

(i valori tra parentesi indicano il numero massimo dei superamenti annui consentit)



Allo stato attuale le due tendenze dominanti del settore dei trasporti, ossia la crescita della domanda di mobilità e l\'aumento del trasporto su gomma, comportano un forte impatto sull\'inquinamento atmosferico.

In corrispondenza delle aree urbane i trasporti costituiscono la principale fonte di emissione per inquinanti come ossidi di azoto, composti organici volatili, monossido di carbonio e polveri fini. Inoltre i veicoli emettono praticamente a livello del suolo e questo rende il loro impatto ancora più rilevante su scala locale.

L\'aumento del numero dei veicoli in circolazione (a Jesi secondo Confartigianato possediamo un auto ogni 1,5 abitanti) ed il conseguente incremento della congestione del traffico ha generato un aumento dei tempi di percorrenza, che ha controbilanciato così l\'effetto positivo dovuto al possesso di veicoli meno inquinanti.


I valori dell\'inquinamento atmosferico di Jesi sono preoccupanti per la salute. Un comunicato dell\'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche del 21 febbraio 2008 poneva Jesi al terzo posto tra le città marchigiane più inquinate da polveri PM2,5, le più dannose per la salute umana.

Per questo il Circolo Legambiente \"Azzaruolo\" di Jesi lancia le sue proposte di emergenza e strutturali: 8 punti per scoraggiare l\'uso delle auto private e dare nuovo slancio al trasporto pubblico ed a quello non inquinante.


1.

Interventi di emergenza

Chiudere il traffico urbano dopo 3 sforamenti dei valori limite di PM10, al fine di far rientrare questi valori nella norma.

2.

Trasporto pubblico

Migliorare il trasporto pubblico extraurbano facendo decollare il progetto di metropolitana di superficie che serva la Vallesina fino ad Ancona.

Vietare ai bus extraurbani i percorsi cittadini, sostituendoli con percorsi fatti dai mezzi pubblici urbani che sono meno inquinanti e possono essere utilizzati anche per la mobilità cittadina.


Aumentare il numero dei servizi dei mezzi pubblici urbani e rivederne i percorsi ed i tempi.

Istituire il servizio di bus a chiamata.


Nota - L\'incremento degli investimenti sul trasporto pubblico locale va finanziato con l\'aumento del numero dei parcheggi a pagamento ed utilizzando una diversa politica di tariffazione della sosta. Non più tariffe uguali in tutte le aree tariffate, ma prezzi più alti dove c\'è più richiesta di posti auto e per le soste più lunghe. Di contro gratuità nei parcheggi di scambio con il trasporto pubblico.

3.

Parcheggi scambiatori

Individuare aree cittadine per questa funzione da collegare alla città attraverso un efficiente trasporto pubblico urbano.

4.

Viabilità

Aggiornare il piano della mobilità urbana per migliorarne lo scorrimento attraverso l\'introduzione di sensi unici e l\'eliminazione dei punti di ingorgo.

Vietare la sosta e la fermata lungo le vie di maggiore traffico (Viale della Vittoria, Via XXIV Maggio, ecc...).

Disincentivare l\'attraversamento della città per favorire l\'utilizzo della superstrada.

Vietare agli automezzi pesanti il traffico in città in particolare durante le ore di punta.


Prevedere corsie preferenziali per i mezzi pubblici.

5.

Zone a traffico limitata (Ztl)

Estendere la Ztl a tutta la parte della città dentro le mura.

6.

Aree pedonali

Istituire come area pedonale Piazza della Repubblica e parte del Corso Matteotti.

7.

Piste ciclabili

Realizzazione itinerari protetti per le due ruote che permettano la possibilità di utilizzare le biciclette in sicurezza anche per gli spostamenti sistematici e non solo per il tempo libero.

8.

Vigili urbani

Intensificare l\'attività di controllo dei vigili urbani per rendere più scorrevole il traffico.


Nota - Molto spesso la sosta selvaggia è di intralcio al traffico (esempio: viale della Vittoria un strada a 4 corsie di fatto diventa per la sosta selvaggia una strada a 2 corsie.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 06 marzo 2008 - 1616 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, legambiente