Csa TNT: Campagna Palestina Solidarietà, proiezione del film Muro di ferro

3' di lettura 13/03/2008 -
Venerdì 14 marzo al csa TNT, alle ore 18,30 dibattito con Leandro Foglietta (Ya Basta Fano-portavoce Campagna Palestina Solidarietà). Proiezione del documentario \"Muro di ferro\".


Il terrorismo torna a far sentire la sua drammatica voce, dopo che la stagione degli attentati si era sostanzialmente conclusa nel 2004. Un attentatore (la prima ricostruzione parlava di due uomini armati) ha sparato dentro il collegio rabbinico di Gerusalemme ovest \"Merkaz ha-Rav\". uccidendo otto persone e ferendone nove.




Il \"Merkaz ha-Rav\" è considerato uno dei centri più importanti per i coloni che seguono il sionismo religioso, i più ideologizzati.
L’attentatore sarebbe stato ucciso da uno studente della scuola rabbinica, in uno scontro a fuoco. Una pratica, quella di andare in giro armati, tipica di molti dei coloni cosiddetti “ideologici”, che spesso giungono a Gerusalemme il giovedì sera, per trascorrere lo shabbat, il sabato ebraico, nella città santa. Questa la ragione per la quale la sala era molto affollata, giovedì sera.
L\'attentato è stato rivendicato in un messaggio diffuso dalla tv del movimento sciita libanese Hezbollah, Al Manar, da un gruppo finora sconosciuto, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea) - Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di Gaza. In queste ore sembra essere rivendicato anche da Hamas.



La Campagna Palestina Solidarietà condanna con forza questo attacco sostenendo che non è certo con la risposta violenta che si risolvono le drammatiche condizioni di vita dei palestinesi. Vogliamo però precisare che, senza con questo giustificare alcun atto terroristico, l\'attentato arriva dopo l’operazione israeliana a Gaza, che ha provocato la morte di 129 persone (molte delle quali civili) e il ferimento di trecentocinquanta. Il terrorismo non ha mai una giustificazione e soprattutto non è mai una soluzione, sia da un punto di vista etico ma anche da un punto di vista strettamente politico. L’utilizzo dell’arma del terrorismo mette infatti in secondo piano la realtà di 60 anni di esilio e 40 anni di occupazione subita dai palestinesi e viene utilizzato dalla leadership israeliana per portare avanti la politica di espropriazione e ghettizzazione del popolo palestinese.



Nel caso attuale questo atto terroristico non farà che peggiorare le condizioni di vita dei residenti a Gaza. Dopo l’ultima operazione condotta dentro la parte settentrionale della Striscia dalle forze armate israeliane, l’esercito si è ritirato appena fuori dal confine nord di Gaza. Ma Jabalya, bersaglio principale dell’offensiva israeliana, è sempre lì, a pochissimi chilometri. Entrare di nuovo, far partire una nuova operazione, può richiedere poco tempo. E forse questo atto terroristico non farà che “giustificare” agli occhi israeliani l’offensiva di terra dentro Gaza.




Compito di tutte le forze politiche e sociali palestinesi è, a nostro avviso, quello evidenziare e cercare di mettere in crisi la realtà dell’occupazione mobilitando tutta la popolazione.

Parte delle responsabilità di quest’attentato e delle operazioni dell’esercito israeliano a Gaza ricade anche sulle spalle di noi “occidentali” che da troppo tempo abbiamo lasciato soli i palestinesi. La sproporzione tra la condanna di quest’ultimo attentato e il silenzio sui fatti di Gaza evidenziano bene la solitudine di questo popolo.



La violenza è cieca e non conosce confini. Liberare il popolo palestinese dall\'occupazione militare israeliana e liberare il popolo israeliano dal \"terrorismo\" richiedono non lacrime, ma concrete iniziative politiche, diplomatiche e umanitarie di pace. Non le possiamo solo auspicare ma dobbiamo chiedere alla Politica di attuarle subito.









Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 marzo 2008 - 1811 letture

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