Fabriano: Balelli, la \'cassaforte\' dei fabrianesi è ben custodita ed amministrata

fabriano 22/04/2008 -

\"Da qualche tempo non partecipavo alle assemblee della Cassa di Risparmio, perchè francamente, le ultime sono state positivamente noiose. La banca era costantemente in ottima salute e tutti gli indicatori economici in continua crescita\".



Sembrava di sentire ogni anno la stessa relazione con la costante del segno più per le cifre che si riferivano: allo sviluppo dell’attività ed al risultato di esercizio. Il particolare momento economico che la nostra zona sta attraversando, mi ha spinto alla partecipazione, con la curiosità di chi vuol vedere se anche in questo difficile periodo, le cose andavano bene come sempre. E’ stato pertanto con interessata attenzione che ho ascoltato, dopo l’introduzione del presidente Alberto Ciappelloni, la relazione del direttore Vincenzo Tagliaferro.



Al di là delle cifre che per altro denotano l’ottimo stato di salute in cui versa l’Istituto, unica novità di rilievo è la notevole riduzione delle sofferenze, la sensazione che ho ricavato, è stata molto positiva. Le idee, per quanto riguarda il ruolo da svolgere, sono molto chiare; così come opportuna è la scelta di ampliare, con prudenza, ma con costante meticolosità, il raggio d’azione della banca. Quando negli anni ’70, in qualità di responsabile della pianificazione economica e territoriale della Comunità Montana, (allora la C.M. aveva ben altri compiti) sollecitavo i responsabili della Cassa di allora ad intraprendere una politica espansiva tendente ad un radicamento in un territorio più ampio, mi sentivo rispondere che la banca non poteva e non voleva espandersi. Le dimensioni di allora erano ritenute ottimali. In quel periodo, la finanza europea era dominata dai così detti: “Gnomi di Zurigo” ed incombente era, a livello locale, la temuta espansività della Cassa di Risparmio di Macerata.



Da allora, moltissime cose sono cambiate. I finanzieri svizzeri, dopo gli ultimi tracolli finanziari, si stanno leccando le ferite e l’espansionismo della Carima non fa più paura. Attraverso la relazione del Direttore, ho avuto la sensazione netta del passaggio da una politica di difesa dello status quo ad una dinamicità espansiva che sta trasformando il nostro Istituto di credito dalla “banchetta” di una volta ad un complesso di media grandezza di tutto rispetto. La Carifac opera ormai in tutte le piazze più importanti delle Marche, dell’Umbria e del Lazio, con proprie filiali anche a Roma e, quel che più conta, con risultati più che lusinghieri. La relazione ha evidenziato inoltre, come la fase espansiva non sia ancora terminata. La netta sensazione, suffragata per altro dalle cifre, è quella di trovarsi di fronte ad una realtà solida. In conclusione, ciò che è stato illustrato, mi ha convinto che la “cassaforte” dei fabrianesi, non solo è ben custodita ma anche ottimamente amministrata.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 aprile 2008 - 1119 letture

In questo articolo si parla di attualità, Gianfranco Ballelli