Un ordine del giorno contro le centrali nucleari

centrale nucleare 11/06/2008 -

I gruppi P.D.C.I - P.R.C. - VERDI - S.D. hanno presentato un ordine del giorno in consiglio comunale contro la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.



Il Consiglio comunale di Jesi
Vista
L\'intenzione, manifestata dal ministro per lo sviluppo economico Scajola all\'assemblea nazionale di Confindustria di superare il referendum del 1985 e di prevedere per i prossimi anni la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia;


Visto
Che su questa grave decisione, si assiste ad una completa disinformazione verso i cittadini, tale da far sembrare questo ritorno come necessario e vitale per la rinascita della nostra economia;

Considerato invece
Che dietro a questa decisione si cela invece un enorme business di molte lobby dell\'energia e industriali che mira solo ad una enorme speculazione fatta sulla pelle dei cittadini;


Tenuto conto

Che per la costruzione di una centrale da 1600 MW di potenza (tale a soddisfare la produzione di una provincia come Roma) occorrono 3.5 Miliardi di Euro (fonte sole 24 Ore) e che tali risorse possono invece essere utilizzate per incentivare le energie rinnovabili pulite e soprattutto ecologiche;


Che la potenza installata di energia solare nel nostro paese (dati 2006 è di 57.6 MW contro i 3.300 MW della Germania (noto paese del Sole) e che solo recuperando quel Gap si pareggerebbero due centrali nucleari con gli eventuali 7 miliardi di Euro di investimenti;


Che negli Stati Uniti che pure è il principale produttore di energia nucleare nel Mondo nell\'anno 2007 la produzione e installazione di energia eolica ha sorpassato per la prima volta la produzione di energia nucleare sia come potenza installata e sembra anche come produzione, malgrado la sua discontinuità (Repubblica del 24-05-2008);


Che come appare dal Sole 24 Ore (giornale che pure è notoriamente da tempo filonucleare) del 26-05-2008 (pagina 12) la produzione di uranio non riuscirebbe dal 2015 a soddisfare la domanda e che quindi si creerebbero problemi di approvvigionamento già in quell\'anno per le centrali (data presumibile dell\'entrata in funzione delle nuove centrali italiane);


Che a tutt\'oggi dopo venti anni dell\'uscita del nucleare dell\'Italia, non è stato ancora trovato un sito idoneo per le scorie nucleari (storia di Scansano Jonico) e che le attuali scorie presenti sono ancora stoccate provvisoriamente, si parla di decine di migliaia di metri cubi di materiale, e che in tutto il mondo si assiste ad un dibattito sulla scelta di questi siti e si è assistito anche ad un dibattito del Congresso Americano (relatrice Hillary Clinton) sulla scelta della lingua da inserire sui fusti di scorie considerato che la loro pericolosità dura anche un migliaio di anni (attualmente starebbero diventando non pericolose le eventuali scorie prodotte al tempo di Carlo Magno ma a quel tempo si parlava il latino e l\'italiano ancora non c\'era);


Che anche nella nostra Regione le lobby industriali stanno spingendo per una revisione del Piano energetico regionale cercando di modificare un piano fortemente innovativo che punta sulle energie rinnovabili e sul risparmio;


Che già anni fa il consiglio comunale di Jesi aveva dichiarato Jesi città denuclearizzata e che ai confini del comune di Jesi erano stati affissi appositi cartelli che ora sono stati tolti;


Che i fondi del CIP6, che preleva una quota della nostra bolletta dell\'energia per favorire la ricerca sulle energie rinnovabili, sono stati scandalosamente dirottati per finanziare petrolieri e affini. Nel solo 2006 oltre 5 miliardi di euro destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili sono stati distribuiti a petrolieri e costruttori di inceneritori, lasciando solo le briciole (circa 600 milioni di euro) alla corretta destinazione. Tale investimento avrebbe certamente colmato il nostro ritardo nei confronti degli altri Paesi (tenuto conto inoltre che la delibera CIP6 è attiva dal 1992) rendendoci anche quasi autosufficienti negli approvvigionamenti energetici.


Per tutte queste motivazioni il Consiglio comunale di Jesi
Esprime
il proprio sconcerto e la propria preoccupazione per le dichiarazioni del Ministro auspicando che a tali dichiarazioni non seguano atti formali;
Riafferma
Che la città di Jesi è una città denuclearizzata e impegna l\'amministrazione comunale a mettere di nuovo i cartelli segnaletici a tutti i confini comunali compresi quelli della superstrada SS 76;
Invita
La Regione Marche (titolare di una legislazione concorrente nel campo dell\'energia) e tutti i comuni marchigiani ad affermare la propria contrarietà alla scelta dell\'energia nucleare e a potenziare le azioni che stimolino invece la crescita delle energie rinnovabili unica e vera risposta reale al sempre crescente bisogno di energia elettrica e sola vera risposta ai gravi problemi del riscaldamento globale effetto serra.
Invia questo ordine del giorno Ai presidenti di Camera e Senato, alla presidenza del consiglio dei ministri, al Consiglio regionale della Regione Marche e a tutti i comuni della provincia di Ancona









Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 giugno 2008 - 1122 letture

In questo articolo si parla di politica


Anonimo

infatti spendere di nuovo i soldi dei cittadini per mettere i cartelli di città denuclearizzata a tutti i confini comunali è certamente segno di una profonda volontà di informazione sui \"rischi\" del nucleare verso la cittadinanza...<br />
ma per favore!