Spacca a Jesi: Le Marche sostengono quanto costruito da Prodi

gianmario spacca 12/07/2008 -

Il nostro obiettivo è non perdere quanto costruito con il Governo Prodi”. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha ribadito più volte questo concetto ieri mattina nel corso del suo intervento alla VII Conferenza regionale di organizzazione Uil Marche all’Hotel Federico II di Jesi.



Spacca salutando “il sindacato dei cittadini” ha parlato del “difficile scenario” in cui si stanno muovendo le Marche.


Siamo di fonte ad una situazione di crisi globale e nazionale – ha detto – Tre macigni pesano sulle teste di tutti noi: un debito pubblico che produce 74 miliardi di euro l’anno di interessi passivi che non permettono investimenti per la crescita; l’impennata dei costi delle materie prime che incidono direttamente sui salari; la diminuzione della produttività del sistema Paese.


A questa situazione servono risposte strutturali da parte del governo nazionale che per ora non vediamo, serve una politica di concertazione e di comuni assunzioni di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali e delle forze sociali. Altrimenti il territorio da solo non ce la fa”. Il presidente ha quindi citato una serie di interventi messi in atto dalla Regione per ovviare almeno in parte alla situazione. “Interventi – ha sottolineato – che non allontanano i tre macigni ma che sono comunque utili”.


Come il blocco dei prezzi su oltre centro prodotti nei supermercati concordato con le associazioni di categoria e dei consumatori e la grande distribuzione o ancora le scelte fatte in ambito di politica fiscale che dal 2002 hanno esentato il 68% dei marchigiani dall’addizionale Irpef, la riduzione delle consulenze da 6milioni di euro a 800mila in tre anni e la decisione di una riduzione di un ulteriore 20%, la riduzione della spesa pubblica da 105 a 92 euro per cittadino, il risanamento delle casse della sanità. “In questo modo – ha proseguito Spacca – si sono liberate risorse per garantire più servizi al cittadino e per firmare accordi come quello sulla non autosufficienza raggiunto di concerto con i sindacati. Tutto questo consente una maggiore coesione sociale.


Ma per dare risposte concrete sono necessari collaborazione e dialogo con le parti in causa, un rapporto progettuale come quello che abbiamo con la Uil. Lo stesso – ha proseguito il presidente – che vorremmo instaurare anche con il governo nazionale nonostante profili ideologici diversi”. Spacca ha quindi ricordato l’incontro di pochi giorni fa con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. Il presidente ha ribadito la preoccupazione per una manovra finanziaria nazionale che prevede tagli in settori prioritari come i trasporti e la sanità. “Nelle Marche sono impegnati 4,5 miliardi per le infrastrutture – ha spiegato ancora Spacca.


Il governo ha espresso intenzione di stralciare tre milioni per la Fano-Grosseto e i 15 milioni promessi per la realizzazione della banda larga su tutto il territorio. Per quanto riguarda la sanità si parla di 135 milioni in meno che metterebbero in pericolo l’equilibrio faticosamente raggiunto.

Adesso grazie alle nostre pressioni però si preannuncia un passo indietro su queste decisioni così come Letta ha assicurato un impegno dei ministeri competenti nel seguire la vicenda dell’Antonio Merloni e nell’implementazione di nuovi progetti che auspichiamo: l’Agenzia nazionale per la terza età e l’Iniziativa Adriatico Ionica in primis.

Progetti importanti intavolati con il precedente governo che ora devono crescere. Mai come con il governo Prodi avevamo avuto un’attenzione così grande nei confronti delle Marche. Vorremmo che venisse mantenuta ma questo non può essere se il federalismo di questo governo è quello apparente ed egoista che toglie risorse a settori fondamentali per la vita del cittadino come sanità e trasporti. Questo è il punto di vista non solo delle Marche ma di tutte le Regioni italiane”.


In conclusione Spacca ha affrontato il complesso tema dell’energia. “ Su questo sono arrivate parecchie critiche alla Regione – ha dichiarato – e ammetto che le cose non sono andate come previsto dal Pear. Non abbiamo prodotto il recupero di energia prefissato e questo elemento sarà motivo di riflessione per la giunta.
Nei prossimi giorni riprenderemo in mano il Pear per cercare nuove soluzioni
”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 12 luglio 2008 - 1357 letture

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