Fabriano: FI guarda oltre la crisi

forza italia 3' di lettura 26/07/2008 - Comprovati studi economici asseriscono che, in questo ventunesimo secolo, la globalizzazione e l’apertura dei mercati mondiali producono la sindrome dell’incertezza negli operatori economici, nei cittadini e nella politica.

L’incertezza produce diversi tipi di reazione: la più naturale, la “conservazione”, è la ricerca di protezione da parte dei soggetti che subiscono le conseguenze del nuovo; la più radicale, quella “riformatrice”, tende invece ad introdurre il meglio del nuovo e preservare gli elementi di stabilità del passato.

Fabriano sta vivendo a pieno questa realtà, stiamo vivendo un periodo di forte incertezza, acutizzata dalla forte caratterizzazione di un comparto strutturalmente industrializzato, coinvolto nel turbine dei nuovi equilibri commerciali internazionali.

Gli operatori commerciali in generale e noi cittadini sembriamo ancora avvolti nella reazione naturale, quella della preservazione di ciò che abbiamo, e sembriamo lontani dal voler abbracciare la strada riformatrice, quella dell’accettare la nuova sfida e di giocare la nostra partita.

La città di Fabriano ancora aspetta una difesa dalla realtà politica, chiede ancora, legittimamente tra l’altro, una sorta di “più Stato”. Come altri distretti in difficoltà insegue dei semplici paliativi: dazi doganali, autarchia, sussidi e sovvenzioni pubbliche per le aziende.

La politica sembra assente e relegata all’ordinaria amministrazione del quotidiano. Pare che non riesca ad alzare gli occhi e guardare un po’ più il là. Come intimorita, conscia del momento delicato, ma immobile.

Il mondo imprenditoriale dovrebbe, parole di Giulio Tremonti, “esprimere e far valere le proprie esperienze lavorative”. Dovrebbe dare il là e contribuire in maniera decisa al risveglio delle attività produttive, ma sembra imbrigliato in logiche rivolte indietro anziché in avanti.

Che fare?

Dovremmo, prima di tutto, riscoprire ognuno il proprio ruolo. Gli imprenditori dovrebbero tornare alla guida delle loro aziende, forti della consapevolezza dei propri mezzi. La politica dovrebbe assumere l’onere di guidare la società ed, in questo momento, il cambiamento.

Come fare?

Questo è il quesito più delicato, la ricetta liberale, anzi quella dell’Economia Sociale di Mercato sembra la più indicata. Ha forti radicamenti in tutta Europa ed ha permesso alla coalizione di centro destra di vincere le ultime elezioni. Si basa essenzialmente su una ricerca di “più mercato e con regole migliori”, invita la società ad aprirsi, si fonda su un’economia ben predisposta verso la leale concorrenza, molto attenta verso le liberalizzazioni e le privatizzazioni, crede fortemente negli investimenti in ricerca, innovazione e formazione permanente. Spinge il mondo politico verso la realizzazione di infrastrutture e ritiene necessarie le riforme istituzionali ed economiche.

Fabriano ce la farà. Un vecchio detto dice che dopo ogni crisi e dopo ogni guerra, la mattina successiva, il sole sorge sempre nuovo.

In questi giorni, mi ha colpito la scelta di un giovane consigliere comunale, Diego Mingarelli. Il consigliere si è dimesso dall’incarico, ha rinunciato alla poltrona conquistata alle ultime elezioni comunali, per dedicare tutte le sue energie ad una nuova sfida: guidare la sezione cittadina di Confindustria. Ha lasciato l’avvincente politica per tornare alla sua vocazione iniziale, quella di fare l’imprenditore. Una cosa mi ha fatto riflettere, il suo entusiasmo a proporre nuove idee per il suo comparto. Impariamo qualcosina da questo trentenne che nel suo piccolo ci ha indicato un percorso, ha accettato una nuova sfida ed ha scelto con il cuore. Auguri Diego ed auguri per tutti noi.

da Silvano D\'Innocenzo
Forza Italia Fabriano




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 luglio 2008 - 1904 letture

In questo articolo si parla di economia, forza italia, politica, fabriano, Silvano D\'Innocenzo





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