Vicenda Sadam, CNA e Confartigianato perplessi sulla questione della centrale

sadam 31/07/2008 - Necessità di conciliare occupazione, ambiente e salute e ricadute economiche sul territorio.

Le associazioni artigiane da sempre attente ai processi del tessuto produttivo locale continuano a seguire con attenzione lo svolgimento della vicenda Sadam per le grandi implicazioni che essa può avere per Jesi e per il suo comprensorio. Il nodo centrale con cui siamo chiamati a confrontarci resta comunque quello del futuro dei lavoratori dalla cui piena ricollocazione non può prescindere nessun accordo e nessuna valutazione sulla riconversione. Questo diventa ancora più importante quando le istituzioni locali si trovano a confronto con grandi gruppi come i Maccaferri per i quali, diversamente da quanto avviene per noi imprese artigiane che nel territorio viviamo e dal suo equilibrio traiamo la nostra stessa capacità produttiva, non si pone mai come urgente e indispensabile un confronto sull\'impatto delle loro scelte.



Lo dimostra l\'unilaterale violazione degli accordi sottoscritti 10 anni fa e disattesi a gennaio. L\'eventuale decisione da parte delle istituzioni locali di sussunzione in toto della proposta della Sadam si troverebbe in non coerenza con le priorità che hanno indotto a scelte di sviluppo sostenibile quali Zipa verde predisposte a tutela del territorio. Questo comporta un impegno ancora più forte da parte delle istituzioni e della rappresentanza sociale del territorio nella fase dell\'individuazione delle garanzie in primo luogo di quelle sociali e ambientali. Questo potrà avvenire solo dopo che sono stati fatti dei passaggi chiarificatori: quali le prospettive della linea confezionamento, su cui ad oggi non risultano progetti di investimento tanto da far sospettare che funga da mero ammortizzatore per portare al pensionamento gli operai addetti? Quali le caratteristiche tecniche degli impianti di produzione e di approvvigionamento (pipe-line)? Senza aver la pretesa di ragionare sui progetti definitivi il territorio deve essere messo in condizione di avere almeno gli strumenti di massima per la valutazione di impatto ambientale anche per un giudizio sereno tipico dell\'ambientalismo del fare che da sempre ci contraddistingue.



Noi siamo consapevoli dell\'importanza di questa scelta anche rispetto alle opportunità che si possono creare diffusamente per le imprese del territorio. Un intervento di così pesante impatto in un territorio già fortemente sfruttato anche a fini di produzione dell\'energia si giustifica infatti solo con i benefici che saprà dare non solo in termini di occupazione ma di competitività complessiva del sistema nella quale la possibilità di usufruire per le imprese di energia prodotta in loco e commercializzata con accordi di vantaggio può giocare un ruolo importante.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 luglio 2008 - 1464 letture

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