Piano di riconversione energetico dello stabilimento Sadam di Jesi

sadam 02/08/2008 - In merito alle dichiarazioni del presidente di Coldiretti Marche circa il piano di riconversione energetico dello stabilimento Sadam di Jesi, corre l\'obbligo di precisare alcuni punti.

Il primo luogo, che la bozza d\'accordo presentata presso la sede della Regione Marche il 9 luglio scorso non fosse accettabile lo ha deciso per primo e pubblicamente l\'Amministrazione Comunale di Jesi non sottoscrivendola; secondo, che quello presentato da Eridania Sadam sia un progetto industriale è fuori di dubbio, così come è fuor di dubbio che diventa scollegato al territorio nel momento in cui il territorio non mette a disposizione la materia prima. Da questo punto di vista, fermo restando l\'impegno dell\'azienda ad acquistare tutto il prodotto che il territorio metterà a disposizione - impegno finora verbale, ma che pretenderemo venga formalizzato per iscritto - mi domando se la Coldiretti è disponibile a sottoscrivere un accordo di filiera garantendo quante più migliaia possibili di ettari coltivati a oleoginose.


Nel qual caso, è interessante sapere perché la stessa Coldiretti non ha mai preteso fino ad oggi che si facesse un accordo di filiera così come avvenuto in altre parti del Paese per esperienze analoghe. Non ho alcuna intenzione di polemizzare con la Coldiretti, ma la storia è troppo recente per dimenticare come è nata la chiusura della produzione bieticola a Jesi e soprattutto per mascherare scelte di altra natura - pienamente legittime, per carità - salvo poi imputare alla pubblica amministrazione responsabilità che non sono assolutamente attribuibili ad essa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 02 agosto 2008 - 1151 letture

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