Sadam: dalla Coldiretti nessuna chiusura preconcetta

sadam 05/08/2008 - Da parte nostra non c’è alcuna chiusura preconcetta ai patti di filiera, e a dimostrarlo è l’accordo sottoscritto un anno fa a Fermo per garantire all\'impianto Sadam ottomila ettari di girasole per la produzione di biodiesel.

Bisogna però rendersi conto che in questo momento il mercato chiede di produrre cibo, poiché ci troviamo dinanzi a un’emergenza alimentare a livello mondiale a cui l’agricoltura è chiamata a dare risposte. A sottolinearlo è Coldiretti Marche, in merito alle polemiche sorte sul progetto di riconversione della Sadam di Jesi.

Premesso che qualsiasi accordo di filiera per l’impianto jesino andrebbe a coprire una percentuale minima del fabbisogno della centrale, visto che il 95% della materia prima arriverà dall’estero, non sarebbe comunque facile trovare ulteriori quantità di girasole da garantire all’interno della realtà regionale. Oltre a ciò, a livello mondiale si sta completamente ripensando l’utilizzo in senso energetico delle produzioni agricole destinate al consumo alimentare.

Strade alternative sono, ad esempio, costituite dai sottoprodotti di lavorazione e dagli scarti delle potature. Da qui le perplessità verso il modello dei megaimpianti industriali che non hanno legami col territorio, cui andrebbe preferito quello della microgenerazione diffusa.

Infine, Coldiretti Marche è sempre stata interessata a fornire spunti costruttivi piuttosto che polemiche, nella convinzione che solo il lavoro comunque di tutti gli attori del territorio possa contribuire a creare sviluppo e ricchezza per il territorio stesso.




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 04 agosto 2008 - 1143 letture

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