Serra S. Quirico: L’abbazia di S. Elena nella valle dell’Esino, pubblicati gli del convegno

serra s. quirico 4' di lettura 08/08/2008 - Un nuovo prodotto editoriale di quasi 400 pagine che affronta a 360° la genesi e lo sviluppo, nell’ambito del territorio della valle dell’Esino e delle Marche dell’epoca, della millenaria abbazia di S. Elena.

Un contributo scientifico che, grazie ai saggi di specialisti del settore, propone nuove letture dei caratteri architettonici, degli elevati, della scultura e dell’iconografia dei capitelli, dei dipinti conservati all’interno; infine affronta le vicende storiche, quelle iconografiche legate a Sant’Elena, fino ad approfondire la questione della cripta. Questo, in estrema sintesi, il contenuto degli Atti del Convegno di Studi “L’abbazia di S. Elena nella valle dell’Esino. Storia, arte e architettura”, ideato e curato da Marta Paraventi nell’ambito delle Celebrazioni del Millennio dell’Abbazia di S. Elena di Serra S. Quirico, celebrato nel 2006, che ora vedono la luce grazie al Comune di Serra S. Quirico che ha promosso e finanziato la pubblicazione, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana.



Il volume è stato sarà presentato il 31 luglio presso la sede del Parco Gola della Rossa Frasassi di Serra S. Quirico da Gianni Fiorentini e Pier Luigi Adorisio, Sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Serra S. Quirico, da Don Lucio Carpiceci, Parroco dell’Abbazia di S. Elena, da Marta Paraventi, curatrice del volume e da Riccardo Ceccarelli, Direttore della Biblioteca di Cupramontana. Notevoli, come anticipato sopra le novità proposte dagli studiosi che si sono confrontati costantemente sulle rispettive ipotesi. Hildegard Sahler, ad esempio, propone di identificare 3 fasi costruttive principali: la prima fase è la chiesa già esistente al tempo della fondazione di S. Romualdo.



La seconda fase si data alla fine del secolo XI e l’inizio del secolo XII. La terza fase è la trasformazione nella chiesa di oggi con tipologia di Hallenkirche (chiesa a sala) con forme architettoniche ormai obsolete per non creare una rottura in seguito ai danni del 1204. Cristiano Cerioni propone quattro fasi costruttive, tra cui quella chiesa con matronei, grazie allo studio degli elevati e delle malte utilizzate, studio che si è avvalso dell’analisi scientifica sui materiali realizzata da Giuliana Raffaelli. Graziano Vergani propone di individuare gli autori delle sculture nelle maestranze che traducono con immediatezza, ma anche con indubbia perizia, temi e motivi di vasta diffusione nella scultura romanica centro-italiana, nel cui panorama si segnalano tuttavia per l’originalità con cui interpretano il repertorio ornamentale della tradizione plastica ravennate e dell’oreficeria longobarda.



Rivio Lippi ha tentato una ricostruzione ideale della cripta primitiva a confronto con la cripta dell\'abbazia di Petroia presso Città di Castello, che presenta evidenti somiglianze a vari livelli. Questa affinità permette di assegnare la cripta di S.Elena ad un\'epoca anteriore a quella attestata della famosa iscrizione incisa nel presbiterio (1212) e di individuare in essa ciò che, con tutta probabilità, resta della struttura primitiva. Notevoli le novità dal punto di vista storico e artistico.




Francesco Pirani ha delineato le vicende dell’abbazia nel contesto storico dell’epoca. Francesca Coltrinari ha preso in esame i due unici dipinti presenti oggi all’interno della chiesa di Sant’Elena: la pala dell’altare maggiore con Sant’Elena e la Madonna di Loreto collocata nella navata destra della chiesa. Sulla base degli elementi araldici presenti nelle opere e attraverso la ricerca d’archivio si è potuti risalire alla committenza e alla cronologia della Sant’Elena eseguita per volontà dell’ abate commendatario Michelangelo Bellomo, in carica fra 1610 e 1633. La Madonna di Loreto risulta invece eseguita fra 1695 e 1726. L’analisi stilistica dei due dipinti ha consentito infine di elaborare due ipotesi attribuitive: a un artista prossimo a Pomarancio per la Sant’Elena e il pittore Francesco Mancini di Sant’Angelo in Vado per la Madonna di Loreto.



Gli altri saggi storico artistici sono quelli di Giuseppe Capriotti, dedicato all’\'iconografia di Sant\'Elena e al problema ebraico in Italia e nelle Marche; di Silvia Ballini, dedicato al gruppo ligneo del Deposto del Museo Diocesano di Jesi; della curatrice del volume Marta Paraventi, dedicato alle arti figurative del territorio tra cui spicca un inedito San Cristoforo del sec. XV a Serra S. Quirico. L’abbazia di S. Elena nella valle dell’Esino. Storia, arte e architettura è il terzo volume pubblicato da Marta Paraventi nell’ultimo anno.



Nel 2007 presso la casa editrice Hoepli era uscito Museologia oggi. Linee guida per una museologia contemporanea: scritto a quattro mani con Lucia Cataldo, il volume è stato adottato da diverse università italiane nei corsi di Museologia. Nel 2008 ha visto invece la luce I Musei delle Marche, edito da Skira, un’agile pubblicazione sul multiforme universo museale marchigiano con schede descrittive delle raccolte e musei presenti nella regione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 08 agosto 2008 - 1672 letture

In questo articolo si parla di cultura, Comune di Serra S. Quirico





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