Italia Nostra: dannoso e inutile un parcheggio a ridosso delle mura

parcheggio 01/09/2008 - Uno strumento urbanistico quale il Piano Cervellati, che si pone come obbiettivo primario il recupero dell’identità e della monumentalità della città storica, non può prescindere dal recupero contestuale delle mura, che della città sono il segno distintivo e simbolico più evidente.

Questo concetto, che abbiamo espresso in più occasioni, ci è doveroso ribadirlo con forza di fronte all’intenzione dell’Amministrazione Comunale di realizzare un parcheggio sotterraneo proprio a ridosso delle mura nell’area dell’ex Gioventù Italiana. L’opera, se realizzata, andrà inevitabilmente a compromettere la possibilità di recupero integrale di tutto il fronte sud della città dal bastione della Penna a quello del Portone, senza considerare il probabile rischio archeologico. Si tratta di un’area di grande pregio urbanistico, attualmente molto degradata, che segna lo stacco fra la città storica e i borghi novecenteschi e che meriterebbe una riprogettazione di altro profilo nel contesto del futuro Piano delle Mura, invece di essere trasformata (almeno nella parte in questione), in una sterile gettata di cemento privadi verde.


Inoltre le mura della città non sono solo un paramento estetico; esse furono concepite, come del resto tutti i circuiti difensivi, come un insieme architettonico unitario costituito da mura piene, baluardi e fossato; la monumentalità da riacquisire è quindi legata alla restituzione di una corretta lettura del manufatto. Per questomotivo non possiamo che esprimere la nostra contrarietà ad un progetto che ostacola il recupero di immagine della città storica e che anche dal punto di vista funzionale suscita molti dubbi, vista la modesta estensione dell’area, l’eccessiva vicinanza al centro storico e la notevole congestione da traffico che interessa attualmente via Leopardi. Invitiamo quindi a cercare soluzioni alternative, certamente più complesse e di più lungo periodo, ma sicuramente più risolutive e lungimiranti, quali quelle offerte dall’area della Stazione Ferroviaria, dall’area delle ex Caserme e in misura minore anche dallo spazio antistante fra via IV Novembre e via Leopardi, che oltretutto potrebbe subire soprelevazioni senza incidere sull’immagine della città.


Il nostro è un invito a riflettere, perché le scelte sbagliate, come già per il teatro e piazza del Duca, pesano poi come macigni sulla storia di una città.



da Virginio Villani
Italia Nostra-gruppo di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 01 settembre 2008 - 4599 letture

In questo articolo si parla di ambiente, politica, virginio villani, italia nostra, parcheggio


Personalmente, che ho sempre visto quell\'area come parcheggio, l\'idea di farlo addirittura multipiano (sotterraneo) sembrava buona.<br />
Non credo (spero!) che Italia Ambiente volesse addirittura recuperare il fossato!, ma certo, se non ci fosse necessità di parcheggi a ridosso del centro storico quell\'area avrebbe tutta un\'altro aspetto, destinata a giardino.<br />
Poi, ahimè, penso a come son diventati i giardini catalani, e come sono messi i giardini davanti all\'ex Politeama e quelli a fianco alla stazione, e mi chiedo davvero che utilità potrebbe avere un\'ulteriore area verde...in stato di semiabbandono: a quel punto sarebbe più utile, e meglio, un parcheggio.<br />
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Oppure salvare capra e cavoli (come piace a me) prevedendo dei parcheggi sotterranei che occupino solo parte dell\'attuale parcheggio dell\'ex GIL con una zona verde magari a ridosso delle mura e con un\'alberata, magari non troppo alta sennò le mura le perdiamo di vista.<br />
Per non parlare poi dell\'ipotesi di fare due parcheggi interrati, a destra e sinistra di v.le Leopardi, magari collegati in sotterraneo così da prevedere da una parte l\'ingresso e dall\'altra l\'uscita.

Condivido al 100% quanto detto dal professore, sottolineo il rischio archeologico, tanto per capire cosa c\'è sotto terra basta andare all\'area archeologica del teatro la fenice, c\'è poco da fare: chi progetta un parcheggio sotterraneo li vicino va incontro solo a un cantiere bloccato e soldi buttati via.<br />
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Parcheggio a parte resta scandaloso lo stato pietoso in cui sono le mura di Senigallia, veramente indecenti.

A naso, anche se non sono un archeologo, penso sia difficile (non impossibile) trovare qualcosa lì sotto: al contrario del sotto la Fenice e piazza Simoncelli, quella zona dal \'400 è sempre stata destinata al fossato, che è rimasto fino agli inizi del \'900, e precedentemente la città non arrivava fin lì, o quasi.

Trovo assai buffo che un ente sorto per la salvaguardia del patrimonio artistico, storico e paesaggistico e che,malgrado ciò, ha invece abbracciato un piano urbanistico che muterebbe per sempre l\'attuale assetto di Senigallia,trovi qualcosa da opinare su un aspetto secondario, anche se discutibile,di quello stesso disgraziatissimo piano.<br />
Italia Vostra e non certo di persone che amano Senigallia perde sempre delle ottime occasioni per pudicamente tacere.

Non sono un archeologo neanche io, ma probabilmente sei in errore,è vero che le mura malatestiane e quelle roveresche arrivavano dove sono ora quindi quella era la zona del fossato, ma la città nel duecento arrivava oltre, fino al fosso della Penna (viale IV Novembre), inoltre il Castro romano arrivava (forse) a comprendere quella zona che è una delle più alte di tutta la platea alluvionale su cui è sorta la città antica. Pongo però una domanda: ammesso e non concesso che la presenza di rovine possa mettere in dubbio il progetto, non basterebbe fare delle indagini come quelle fatte in piazza duomo la scorsa estate? così ci leviamo il pensiero una volta per tutte cercando progetti alternativi.


perchè tu sai l\'esito delle indagini col georadar di piazza Garibaldi?