Il ruolo di Piazza Simoncelli

13/09/2008 - La mia passione urbanistica mi trascinava, in passato spesso, in Piazza Simoncelli, alla ricerca dell’identità di quello spazio, che stentava ad emergere, nonostante ogni volta fossi catturato e incantato, in modo ossessivo, dalla grande finestra che si apriva tra palazzo Gherardi e il caffè Italia, che rappresentava un formidabile obiettivo verso il mare.

Mi convincevo, man mano, che la piazza poteva rappresentare il tassello essenziale del più importante percorso da costruire tra il centro storico e il mare lungo l’asse del fiume.

Il sito, oggi altro non è che un parcheggio, che limita la continuità spaziale necessaria alla propria corretta fruizione e su cui affacciano prospetti non omogenei, non sempre di buona qualità architettonica, che non contribuiscono certo a elevare l’immagine di questo “non luogo”, come verrà, poi, definito da Cervellati.

Che fare di tutto questo? E’ il dilemma che appassiona la città, dividendola tra favorevoli e contrari alla ricostruzione sulla piazza, senza stimolare ulteriori soluzioni come quella di una ricostruzione parziale, da non intendersi come compromesso, ma come sistema di salvaguardia di tutte le esigenze attraverso un valido equilibrio funzionale.

La mia proposta ipotizza la realizzazione di un edificio su tre livelli per complessivi 2700 mq., con a livello del terreno un porticato che incolla, annette e amplifica lo spazio libero attiguo e imposta così la nuova piazza, ridimensionata, nella superficie, rispetto alla precedente, ma ampliata nello spazio utile e arricchita delle caratteristiche proprie di luogo di incontro e aggregazione.

La nuova dimensione, tutt’altro che trascurabile, mantiene la lunghezza originaria di poco più di 60 metri per una larghezza media di 25.
Lungo la nuova passeggiata della città, questa piazza, proponendosi ad ospitare negozi, caffè e ristoranti con tavoli all’aperto, ha tutte le carte in regola per realizzarsi come eccellente salotto urbano, superando anche il limite della non elevata qualità dei fronti prospettanti, con un intervento sul nuovo lato, che ripropone la continuità architettonica dei segmenti dei lati corti e con una schermatura fittizia sul lato residuo, ottenuta attraverso il porticato che limita la visuale in elevazione e con la cortina dei platani che va mantenuta, anche come arredo urbano.

I parcheggi vengono interrati su due livelli con la disponibilità di circa 120 posti auto e con la possibilità di riservare un piano ad uso esclusivo dei residenti del centro storico.

L’eventualità di possibili ritrovamenti archeologici non dovrà essere temuta come impedimento alla proposta, ma dovrà essere valutata come opportunità, non di ripiego, a soluzioni alternative di valorizzazione urbana, anche nell’ipotesi radicale, di totale preclusione all’edificazione.

Al primo piano dell’edificio, potrà essere ricavato una salone di circa 500 mq. da adibire a pinacoteca o museo da cedere all’amministrazione come contropartita all’intervento e un locale commerciale dotato di un grande terrazzo panoramico sopra il portico. All’ultimo piano infine potranno essere collocate le residenze.

La valenza della nuova piazza diventa inscindibile dal percorso passeggiata lungo l’asta fluviale che rappresenta il collegamento più diretto, logico e naturale tra centro e mare, di suggestiva bellezza, che partendo idealmente da piazza Roma, in soli 500 metri, apre una successione di scenografie mozzafiato in una espansione del cono visivo sempre più ampio che va poi a perdersi all’orizzonte.

Questo percorso è stato volutamente ricercato attraverso il nodo più complesso, all’intersezione delle barriere fiume e ferrovia, che si pensava insormontabile, invece ne è scaturita una soluzione di efficacia e semplicità disarmanti e di grande economicità di realizzazione.

Le uniche condizioni auspicabili per rendere efficace la proposta sono l’abbattimento senza ricostruzione del cantiere SEP e il riordino della viabilità carrabile, attigua al fiume, con un percorso rotatorio orario che ceda, in corrispondenza dei sottopassi, la carreggiata in esubero a disposizione della mobilità pedonale e ciclabile.
Con l’aiuto della piantina che segue, possiamo immaginare, passo dopo passo, la passeggiata partendo appunto da piazza Roma, con un primo passaggio attraverso il sipario di via Dei Commercianti, che apre al salotto della nuova piazza Simoncelli, caratterizzata dal porticato che traccia il percorso dell’itinerario e lo devia con la giusta angolazione verso la scenografia successiva del Foro Annonario, dove il percorso principale può già scomporsi in modo diffuso a lato del fiume, mantenendo però la valenza vincente, al di sopra di esso, lungo il proprio asse, con l’ampia passerella sostenuta da travi in legno lamellare appoggiate agli argini.

Ma questa passerella, oltre ad essere segmento del percorso è anche un formidabile e privilegiato punto di osservazione sia del fiume, che della palizzata dei portici, godibile in tutta la sua estensione, oltre che della nuova piazza che proprio dal fiume potrebbe trarre origine, con sullo sfondo il nuovo ponte monumentale che avvolge ponte Garibaldi.

Procedendo oltre il sipario del sottopasso di via Dogana Vecchia ci si apre lo scenario dello spazio grandioso della piazza d’acqua con immensi giardini e vista sul porto, sul nuovo terrazzo che affaccia al mare e man mano che ci si avvicina ai moli su tutto il litorale e la rotonda.

E’ il miracolo di questo enorme spazio a forma di imbuto che sancisce il termine del porto in pieno centro storico e che a secondo della direzione esercita l’’azione bivalente centrifuga di espansione dal centro al porto o centripeta di convogliamento dal porto al centro, ma è anche il miracolo della potenzialità della città che non trova rivali in grado di proporre suggestioni di questo livello in un percorso altrettanto breve.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 settembre 2008 - 8851 letture

In questo articolo si parla di politica, piano cervellati, piazza simoncelli, Paolo Landi


Me lo sono immaginato, e l\'idea mi piaceva!!

Dov\'è la \"piantina che segue\"?

Ma perchè ci volete per forza mettere le mani? <br />
Perché costruire?<br />
perché occupare spazi?<br />
per chi? per chi?<br />
<br />
pinacoteca, salone, bar, residenze, terrazza panoramica...<br />
<br />
non vi capisco, <br />
per è necesario solo rifare la pavimentazione (un pavimento che magari riproduca i perimetri del vecchio ghetto, con annesso un cartello che ricordi e spieghi la storia di questa piazza), <br />
<br />
per il resto preferisco tenermi il vuoto, che mi sa anche di apertura... <br />

Ora con le immagini è più facile immaginarlo! :-)

A me sembra molto valido questo progetto !!

Diciamo la Verità, la Piazza come è ora fa pena.....è uno squallido parcheggio.......<br />
Farci palazzine no ma a riempirla sono dacordo anch\'io......

Anonimo

Ho fatto alcune ricerche su internet ed ho scoperto che vi sono in molte città italiane alcuni parcheggi di tipo modulare a più piani che all\'occorrenza si possono anche smontare se nell\'area dove appoggiano serve per manifestazioni varie. Non hanno bisogno di basamenti e fondazioni. Alcuni parcheggi possono essere attrezzati nella parte superiore (tetto) con campi da tennis o da calcio con relative tribune. Credo, che con un numero di 3 di questi impianti situati in Piazza Simoncelli, ai giardini Morandi e all\'interno dello stadio, si possa coprire tranquillamente la domanda parcheggio per il centro lasciando finalmente libere le strade del centro storico dalle auto in sosta. Nello specifico per la Piazza Simoncelli si può ipotizzare una copertura con mattoncini tipo la Banca Marche di Piazza del Duca. E\' anche ipotizzabile di dare oltre che in gestione i parcheggi stessi ad aziende interessate in tal senso anche affittare una parte alle famiglie del centro storico che non hanno garages ed anche ad aziende sia pubbliche che private per i propri dipendenti. Ho anche letto sul sito dell\'Unione Europea che c\'è un progetto di finanziamento per la mobilità urbana e questo comprendono anche i parcheggi nelle città come elementi scambiatori tra il mezzo privato ed il mezzo pubblico. Mi auguro che il parlarne di questi problemi con proposte costruttive aiuti Senigallia a fare quel salto di qualità che tutti ci attendiamo.<br />
leo

bhe, il testo è ben scritto e chiaro...e poi la cartina generale l\'avevo vista da te ;)