La Cattedrale di Jesi compie 800 anni

6' di lettura 01/11/2008 - Sono in pieno svolgimento le manifestazioni per celebrare gli Ottocento anni della Cattedrale di Jesi organizzate dalla Diocesi di Jesi in collaborazione con il Museo Diocesano e con la partecipazione del Comune di Jesi e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

Il programma proposto vuole creare occasioni per conoscere e apprezzare il ricco patrimonio di storia, di arte, di liturgia e di cultura che si è formato nei corso dei secoli. Il vescovo Gerardo Rocconi, 73° della serie conosciuta dei vescovi successori di San Settimio, ha costituito un apposito comitato per organizzare le celebrazioni degli ottocento anni della cattedrale medievale, presieduto dal vicario diocesano mons. Giuseppe Quagliani. Sono questi giorni di festa per la diocesi di Jesi ma anche per tutta la comunità della Vallesina che può ripensare ai secoli nel quali la cattedrale ha svolto il suo ruolo, alle tante persone che si sono avvicinate alla fede e l’hanno trasmessa e tramandata e anche al patrimonio di cultura, di arte, di fede e di liturgia che oggi abbiamo.

La mostra sull’arte e la storia della cattedrale
La mostra “La cattedrale di San Settimio: tracce d’arte e di storia” allestita dagli operatori del Museo Diocesano presso La Salara di Palazzo della Signoria propone un itinerario alla scoperta di alcuni documenti, dipinti, oggetti che raccontano la storia del Duomo di Jesi. Anche se la costruzione attuale della Cattedrale risale al 1742, è in stile neoclassico con richiami al barocco, una prima cattedrale era presente a Jesi già prima del Mille mentre sul finire del XII secolo venne iniziata la costruzione di una nuova cattedrale il cui altare fu consacrato nel 1208 dal vescovo Dago. Alla mostra è possibile osservare il piccolo documento che ricorda questa consacrazione così come si possono vedere 27 ritratti ideali di vescovi di Jesi, per l’occasione restaurati, e realizzati da Luigi Mancini nel 1869 per celebrare il quarto centenario del ritrovamento del corpo di Settimio. Domina la sala il grande stendardo che raffigura l’architetto Giorgio Da Como che presenta a Federico II e al vescovo Severino la facciata della Cattedrale da lui progettata: la scena è inventata non però la facciata che Luigi Mancini dipinse sulla base di una descrizione attendibile o di qualche documento che poi è andato perduto. Negli espositori è possibile vedere tra l’altro libretti devozionali e liturgici, piccole lastre in rame della Madonna della Salute, una planimetria della cattedrale medievale prima che fosse fatta demolire dal vescovo Fonseca che resse la diocesi di Jesi dal 1724 al 1763; il registro dei battesimi in Cattedrale dal 1701 al 1729 con l’atto di battesimo del musicista Giovanni Battista Pergolesi avvenuto il 1° gennaio 1710. Una sezione è dedicata alle suppellettili: un busto reliquario realizzato da un orafo romano nel 1801, un altro reliquario del 1843 e altri oggetti in argento appartenuti al Capitolo della Cattedrale, realizzati da una famosa bottega romana, quella degli Arrighi e attualmente conservati al Museo Diocesano.

Una tela di Antonino Sarti del 1617 riporta il martirio di San Settimio, primo vescovo e fondatore della Chiesa di Jesi. La tradizione racconta che Settimio fosse un cittadino romano proveniente dalla Germania e che, convertitosi al cristianesimo sul finire del III secolo, fu inviato dal Papa Marcello I nella città preromana Aesis dove con la sua predicazione avrebbe fatto aderire al cristianesimo molte persone. Tra gli altri dipinti esposti, un quadro della Madonna della Salute e dieci ritratti dei più importanti canonici della cattedrale, tra i quali i futuri papi Paolo V e Marcello II.

Il vescovo Gerardo, all’inaugurazione della mostra aveva sottolineato come questa iniziativa offra un segno di continuità e vitalità della chiesa, che continua così la presenza del suo Signore nel tempo e nello spazio. Il sindaco Belcecchi aveva messo in rilievo il fruttuoso clima di collaborazione fra i “due colli” racchiusi dentro le mura cittadine: il colle della cattedrale e quello del comune. In mezzo c’è l’antico “cardo romano”: che potrebbe simbolicamente richiamare il “cardine” che regge la vita cittadina e che si articola nelle due dimensioni civile e religiosa.

La mostra sarà aperta fino al 9 novembre nei giorni feriali dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 19,30; la domenica dalle 17 alle 19,30 mentre il lunedì sarà chiusa.

Le prossime iniziative
Le celebrazioni proseguiranno con l’apertura della collettiva fotografica “Sguardi sulla cattedrale”, al Palazzo dei Convegni, domenica 9 novembre alle ore 16,30: saranno esposte quattro opere ciascuno di 18 fotografi della provincia, con scatti su diverse angolazioni della struttura della cattedrale o di alcuni momenti liturgici. La mostra sarà aperta fino al 16 novembre con orario 10-12,30 e 17-19,30.

Domenica 9 in Cattedrale, alle ore 18, ci sarà una celebrazione presieduta da mons. Giovanni Tonucci, delegato pontificio alla Santa Casa di Loreto. La domenica successiva, 16 novembre, sempre in Cattedrale alle ore 18, il vescovo di Senigallia, mons. Giuseppe Orlandoni, presiederà la Messa durante la quale proporrà la meditazione “Nell’Eucarestia la forza per la fedeltà e il servizio”.

Un appuntamento culturale è previsto per venerdì 21 novembre in cattedrale alle ore 19 a cura dell’associazione Res Humanae e della compagnia La Barcaccia di Jesi. Musica strumentale dal vivo e recitazione su testi di Viscardo Pierpaoli proporranno la storia e lo stupore che la Cattedrale ha suscitato nei secoli.
La celebrazione conclusiva sarà domenica 23 novembre alle ore 18 con la celebrazione presieduta da mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona e Osimo.

Il nuovo responsabile diocesano dei beni culturali
Il vescovo Gerardo Rocconi ha nominato, lo scorso settembre, il prof. Randolfo Frattesi nuovo responsabile dell’Ufficio beni culturali della diocesi. Il prof. Frattesi, docente di matematica e fisica al Liceo Scientifico di Jesi, è padre di quattro figli, presidente dell’associazione culturale Res Humane, una delle più attive della provincia, e, dal 1997, diacono a servizio della Chiesa Jesina nella parrocchia di San Giuseppe. Vicepresidente di questo ufficio per tanti anni, ne ha ora assunto la direzione che, per 41 anni, è stata seguita da mons. Costantino Urieli. Principale ruolo dell’ufficio è la gestione del Museo diocesano, fondato nel 1966 da mons. Urieli e che a breve sarà interessato da lavori di ampliamento per nuove sezioni dedicate anche all’arte contemporanea. Collaborano con il prof. Frattesi per la gestione delle diverse attività Sergio Galeazzi, Ester Donninelli e Katia Buratti.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 ottobre 2008 - 3126 letture

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