Ex Sadam: Operazione verità, assente il sindaco

01/11/2008 - Lo scorso lunedì, 27 ottobre, si è tenuta al palazzo dei Convegni di Jesi l’Operazione Verità, organizzata dal Comitato per la Tutela
della Salute e dell’Ambiente della Vallesina.

Sala gremita di cittadini, con numerose presenze politiche locali e regionali. Spiccava l’assenza del Sindaco e praticamente di tutti i diretti interessati all’operazione verità che erano stati ufficialmente invitati per diritto di replica. Solamente due degli invitati sono stati “avvistati”: il coordinatore comunale di Sinistra Democratica Luigi Romitelli ed il consigliere regionale Fabio Badiali. Entrambi però, non usufruendo di quello che era un loro diritto, durante il dibattito che si e’ svolto al termine della serata non hanno detto nulla. La serata si è aperta con una spiegazione alla cittadinanza purtroppo ancora poco informata del fatto che al posto di uno zuccherificio, la Sadam sta proponendo di costruire una raffineria per produrre 250 mila tonnellate di biodisel all’anno ed un termovalorizzatore a biomasse che brucerà 30 mila tonnellate annue di olio vegetale. Si è dimostrato, con documentazione ufficiale, come l’azienda abbia disatteso numerosi impegni.



Ultimo dei quali, ma solo in ordine di tempo, l’intenzione di voler mantenere aperto lo zuccherificio (dichiarata in un accordo sindacale dell’11 dicembre 2007) smentita neanche 30 giorni dopo. Infatti la comunicazione al Ministero della volontà di chiudere lo zuccherificio è avvenuta il 9 gennaio 2008. E’ stato mostrato anche il comportamento curioso del Sindaco, incaricato con delibera di Consiglio di difendere lo zuccherificio forte dell’art. 19 della convenzione sulla turbogas (che impegna a chiudere la Turbogas nel momento in cui lo zuccherificio cessa la propria attivita). Il Sindaco infatti ha firmato un accordo dove lo zuccherificio scompare, la turbogas rimane e, ciliegina sulla torta, spunta un impianto di raffinamento di biodiesel. E’ stato poi chiarito che quanto dichiarato dal Sindaco e dai sindacati in diverse occasioni riguardo la necessità di firmare l’accordo di riconversione produttiva al fine di ottenere la Cassa Integrazione per Riconversione, o una proroga della Cassa Integrazione Straordinaria, non corrisponde agli obblighi procedurali previsti dalle norme vigenti.



A tal fine sono state riportati atti ufficiali, esperienze di altre città “in riconversione” nonché le ultime dichiarazioni della rappresentante INPS intervenuta all’ultima Commissione Politica del 15 Ottobre u.s. Dopo di che è stato fatto notare come le posizioni di certi sindacalisti , alla luce di atti ufficiali e schede tecniche, risultino infondate ed indifendibili. Sulla questione occupazionale è poi stato mostrato ai cittadini perché la proposta Sadam non dà alcuna garanzia. Il Comitato ha quindi lanciato tre domande aperte:


- Perché alcuni importanti esponenti sindacali continuano a spingere per una firma entro breve termine dell’accordo di riconversione, se tale firma non è necessaria all’ottenimento della Cassa Integrazione?


-Perché stanno difendendo questa proposta che non garantisce il lavoro ed il futuro dei lavoratori?


-Se questa è la situazione, al futuro dei lavoratori chi ci pensa? Si e’ parlato anche di partecipazione pubblica, partecipazione intesa necessaria anche dal Sindaco. Necessaria ma platealmente disattesa, mancando totalmente momenti di discussione pubblica istituzionali (eccezione fatta per il consiglio comunale cosiddetto aperto del 30 luglio). In un anno, un solo evento. Il Sindaco è stato fortemente invitato ad evitare l’approvazione dell’accordo di riconversione tramite il solo voto in Giunta, senza un passaggio,che sembrerebbe logico e democratico, presso il Consiglio Comunale. Nel caso dell’apposizione della fiducia in Giunta, infatti, risulterebbero scavalcati non solo i cittadini (che non sono adeguatamente stati informati dal Comune) ma anche i loro rappresentanti democraticamente eletti.



Sono state proiettate, successivamente, le interessanti dichiarazioni dell’assessore Regionale all’Agricoltura (nonché vicepresidente regionale) Paolo Petrini riguardo la partecipazione pubblica. Dichiarazioni che hanno lasciato indignati i cittadini presenti. Ha interessato molto la platea, poi, il video successivo dove curiosamente il suddetto vicepresidente regionale dice ciò che il Comitato sta’ ribadendo da tempo: bruciare olio per produrre energia porta un deficit economico che è trasformato in utili per l’azienda grazie finanziamenti pubblici. Ci si chiede allora il perché l’assessore, essendo non un rappresentante dell’azienda ma dei cittadini, si stia battendo per appoggiare le proposte di riconversione di Fermo e Jesi.



A questo riguardo risulta quanto mai singolare l’atteggiamento riscontrato nei video del consigliere regionale Fabio Badiali che giustificherebbe l’approvazione dell’accordo basandosi esclusivamente sul fatto che tanto se non se ne approfitta la Sadam del meccanismo poco accettabile dei Certificati Verdi, se ne approfitta qualche altro. Inoltre, visto che anche la Regione dovrebbe essere fra gli eventuali firmatari dell’accordo insieme a Comune e Provincia, l’atteggiamento tenuto de “La politica deve decidere!” accostato a dichiarazioni come “comunque la responsabilità è del Sindaco” ha suscitato forti perplessità fra i numerosi presenti. I membri del Comitato, a fine serata, si sono sentiti ringraziare dai partecipanti alla serata. Il ringraziamento che abbiamo giudicato più toccante è stato “Grazie, finalmente ci abbiamo capito qualcosa!”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 novembre 2008 - 1164 letture

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