Kiwanis, un incontro sul cordone ombelicale

kiwanis 2' di lettura 05/11/2008 - Il cordone ombelicale come scrigno che contiene il segreto della vita. Della conservazione autologa del cordone ombelicale e delle cellule staminali contenute nel sangue del cordone, ma anche delle difficoltà dovute alla legislazione italiana con i suoi limiti e le sue barriere, del futuro della ricerca scientifica sulle staminali per combattere le più comuni patologie legate al sistema nervoso e muscolare, delle banche estere private che conservano il cordone.

Tanti argomenti di scottante attualità, quelli affrontati durante la conviviale del Club Kiwanis Ancona Nord del presidente Francesco Bravi. Ultimo incontro prima del passaggio delle consegne (in programma a Portonovo il 16 novembre) e dell’investitura del nuovo presidente, Maurizio Micheli.

Relatori della serata, che si è svolta nei giorni scorsi al Federico II, la dottoressa Marta Mazzarini dell’unità operativa ostetricia/ginecologia dell’ospedale “Engles Profili” di Fabriano e il dottor Maffeo Pantaleoni responsabile area della Future Healt di Nottingham (Banca di conservazione di cellule staminali ad uso autologo e familiare).

Le staminali sono cellule madri - spiega la dottoressa Marta Mazzarini - in grado di trasformarsi nel loro processo di duplicazione, in tutte le altre cellule del nostro organismo quali le cellule ematiche, nervose e cardiache. Le loro potenzialità nell’applicazione terapeutica sono enormi: potrebbero essere impiegate per la cura del Parkinson, sclerosi multipla, diabete, epatite, cirrosi epatica, distrofia muscolare, epatite virale fino a certe forme di tumore. E’ importante decidere di conservare le cellule staminali, sia perché la compatibilità delle cellule è garantita al 100% per il bambino ed è probabile che lo sia per altri membri della famiglia; poi perché se la famiglia ha una predisposizione genetica per i tumori o per altre malattie, le cellule staminali cordonali possono costruire una risorsa di vitale importanza…”.


La Future Healt con sede a Nottingham – spiega Maffeo Pantaleoni - è stata la prima banca di cellule staminali a essere accreditata dall’Istituto di regolamentazione dei prodotti medico-sanitari del Dipartimento della salute britannico (Mhra). Normalmente il 98% dei cordoni ombelicali dopo la nascita vengono gettati via in quanto considerati rifiuto biologico, quando invece potrebbero essere conservati: il sangue del cordone è una fonte molto ricca di cellule staminali. Se vengono prelevate alla nascita e conservate, potrebbero aiutare un domani il genitore a proteggere la salute del suo bambino. In Italia la legge autorizza la donazione del cordone e vieta la conservazione delle cellule staminali, ma è possibile esportare il campione nelle banche estere. E’ una pratica molto usata dal resto d’Europa e anche in Italia ci si sta accorgendo di questa chance”.





Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 04 novembre 2008 - 3889 letture

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