Crisi del commercio in centro: è allarme

negozi senigallia 03/01/2009 - Commercio in crisi nel centro storico. L\'allarme è scattato già da parecchio tempo ed ora le richieste di interventi mirati sono rivolte al Comune.

Sono circa 280 le attività economiche del centro storico, alle prese con frequenti chiusure, nuove aperture e anche alcune cessazioni. Quattro gli ultimi casi che si sono verificati con altrettanti esercizi che hanno abbassato per sempre le saracinesche. Dalla lavanderia Cavalletti, in piazza Manni, che ha lamentato un calo della clientela dopo la scelta dell\'amministrazione di pedonalizzare la piazza, alla storica macelleria di Ivano Paolini, aperta da 34 anni, al negozio Mara Dischi, fino allo studio del fotografo Marco Sestito, situato a ridosso del centro storico.


Purtroppo nel centro storico abbiamo assistito non solo ad una riduzione delle attività economiche ma anche ad una trasformazione in termini qualitativi -afferma il segretario di Confartigianato Giacomo Cicconi Massi- le nuove attività inoltre in media hanno anche una vita piuttosto breve. Molti diffusi sono ormai i franchising, concentrati nel settore dell\'abbigliamento e poco altro, che hanno finito per far venire meno una specificità del commercio locale. Il comune ha presentato la riorganizzazione delle attività al Foro Annonario. Purtroppo molti esercizi hanno ormai chiuso ma speriamo che serva comunque a portare un nuovo impulso”. I problemi del commercio in centro possono essere ricondotti anche a cause quali la mancanza di parcheggi, la concorrenza della grande distribuzione e la mancanza di politiche mirate.


Non mi sento di parlare di crisi ma di difficoltà sicuramente si -fa eco il segretario di Cna Marzio Sorrentino- abbiamo assistito ad un ricambio delle attività in centro e ad un processo di trasformazione che è tutt\'ora in corso. Abbiamo diffuso 200 questionari per capire le difficoltà dei commercianti e poter così interpretare il cambiamento. Cosa bisogna fare? Anzitutto servono parcheggi in centro e a ridosso della cinta muraria. Va poi fatta una politica di marketing così come anche i commercianti devono migliorare la propria offerta, aumentare la professionalità e rinnovare i negozi”. Il 2009 si apre con la riorganizzazione del mercato del Foro Annonario, trasferito tutto all\'interno della piazza, e con la trasformazione dei parcheggi in via Manni a strisce blu con i primi 45 minuti di sosta liberi per incentivare gli acquisti. Ma non solo.


A bilancio sono previsti interventi per il rilancio di tutto il commercio del centro storico. “Che l\'imprenditoria commerciale nel centro storico sia in sofferenza è una realtà -ammette l\'assessore alle attività economiche Michelangelo Guzzonato- abbiamo indicato a bilancio la volontà di concordare con operatori e associazioni di categoria un progetto per la riqualificazione del commercio e dell\'artigianato che ci permetta di intercettare fondi appositamente stanziati dalla Regioni (per i cosidetti centri commerciali naturali ndr). Cercheremo di uscire insieme ed unendo le forze da questa crisi”.








Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 gennaio 2009 - 7200 letture

In questo articolo si parla di economia, giulia mancinelli


La lealtà verso i negozi del centro<br />
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Mi sono chiesto se la forza di un negozio del centro stia solo nell’assortimento, nei prezzi, nella qualità della merce o anche nel rapporto che il cliente ha con il suo titolare.<br />
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Nelle ricerche che si leggono in giro pare che l’accoglienza, la cortesia, il riconoscere il cliente quando entra, il consigliarlo, il trovare insieme una risposta al sua richiesta, siano alcuni aspetti caratterizzanti di questo rapporto.<br />
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Niente di psicologico, solo una forte sensibilità. Rispetto alla spersonalizzazione dei centri commerciali dove il cliente normalmente intrattiene un rapporto del tipo “mordi e fuggi”, adeguato ai ritmi frenetici di tutti i giorni, nel negozio del centro ci si va perché si trova un qualcuno prima di un qualcosa.<br />
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A tutti capita, per esempio, di andarsi a prendere un caffè in un bar qualsiasi della città. A me capita, invece, di andare spesso alla Via Granda, nei pressi di Piazza Duomo, la cui caratteristica principale è l’accoglienza sorridente del suo titolare, Attilio. Intanto, ti riconosce chiamandoti per nome e facendolo precedere dal ‘Signor’; ma la cosa sorprendente è che Attilio, agendo empaticamente, ti apre la bustina dello zucchero e te lo versa piano piano nel tuo cappuccino caldo. La tua difficoltà, quindi, di non avere la terza mano (due per strappare la bustina mentre l’altra sostiene la brioche) viene superata da questo gesto di calda ed inaspettata cortesia.<br />
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L’aneddoto appena riportato la dice lunga sul perché la gente si affeziona a certi negozi e soprattutto a certi negozianti. La fedeltà è un valore che si è andati via via perdendo un pò perché la vendita spesso è affidata ai commessi spesso poco coinvolti nell’impresa, è un pò perché, inspiegabilmente, è venuta meno la tensione verso la costruzione duratura di un rapporto che fa della riconoscibilità un valore inestimabile. <br />
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Alberto Di Capua

Attenzione: la lavanderia è stata chiusa, è vero, ma sta per riaprire con una nuova gestione.

marco/pachito

l\'aiuto definitivo per risolvere la crisi del commercio in centro arrivera\' con la prossima apertura di altri 1500 mq di vendita al dettaglio dentro l\'ex cinema rossini, piu\' altri 1500 mq di uffici.e\' inutile che il piano di riqualificazione del rossini preveda 400 posti auto;ad una media di 40mq sono 75 attivita\'commerciali media per ufficio 4 macchine 75x4- 300 piu\'media 1 cliente per ogni attivita\'si arriva a 75 macchine.con questo quadro (spero di sbagliare)il centro storico muore.

Marco/pahito, devi registrarti anche tu per commentare, anche se i tuoi interventi sono sempre molto pacati e ben argomentati.

Anonimo

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Posso fare una osservazione banale? Non è che i negozi sono troppi per una realtà poco più che paesana come Senigallia?<br />
Va bene la stagione estiva, ma non tutti ci campano.<br />
Ora se il potenziale complessivo (residenti, hinterland, turisti) è pari a 100, più lo dividi meno ne resta. Finchè l\'economia gira e la capacità di spesa sale, ce n\'è per tutti, ora che i soldi non ci sono il meccanismo si inceppa.<br />
Stare a tirare la coperta verso il centro storico o verso i centri commerciali non risolve il problema, dietro ad ogni esercizio ci sono imprenditori e lavoratori, ognuno con le sue legittime aspettative.<br />
La politica in città non si fa con i proclami sulla fame nel mondo, ma con progetti locali. Che non si esauriscono nel concedere concessioni edilizie.

Molti interventi colgono nel segno ed ognuno, secondo me, riguarda un problema,<br />
Credo infatti che la crisi del commercio nel centro storico sia la somma di tuta una serie di problemi, il primo e forse il più importanza è quello della rappresentanza, nel senso che le associazione che rappresentano il commercio o le attivitò economiche sono sempre più autoreferenziali, svolgono pratiche, fanno contabilità, insomma si interessano solo di aumentare gli iscritti ma non di cercare di proporre o suggerire una politica commerciale. vedi il disaccordo che c\'è ad esempio sui parcheggi, chi vuole la città aperta al traffico, chi lo vuole solo nelle vie adiacenti al suo negozio ecc... nessuno esce dal suo \"particulare\".<br />
Il secondo e più grave problema è che il commercio è cambiato ma molti commercianti no.<br />
E\' ormai finito il tempo in cui bastava metter la merce sullo scaffale e passarla al cliente, oggi c\'è sempre più bisogno di professionalità e soprattutto di cortesia caratteristiche che spesso quando si entra in un negozio capita di non trovare. Serve inoltre differenziazione e qualità se no certamente è più comodo il centro commerciale.<br />
Personalmente poi ritengo che una sistemazione con arredi urbani e chiusura del traffico entro le mura ( se la soluzione è fattibile)con parcheggi esterni sia la soluzione migliore per rendere il centro storico (1500 metri di raggio) più vivibile, per passeggiare, guardare le vetrine e fare acquisti.

Sulla questione della rappresentanza sono profondamente d\'accordo. Non mi sono mai iscritto a nessuna Associazione perchè non ho mai capito che servizi reali facessero nei riguardi dei loro associati oltre la semplice contabilità o consulenza fiscale. Tra l\'altro la CNA ha proposto ai negozianti del centro un questionario che io ho debitamente compilato che parla solo di questioni infrastrutturali ma non che riguarda per esempio la cultura del esercente, di azioni promozionali integrate, la creazione di portali per l\'e-commerce e così via. <br />
Insomma, siamo veramente soli.....<br />
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Alberto Di Capua<br />

Mi si dovrebbe spiegare, perchè sono corto di comprendonio, cosa ci sta a fare la piazza dell\'Erbe al pomeriggio desolatamente vuota e non come una volta un immenso parcheggio gratuito per fare spesa o una vasca nel Corso. Mi si dovrebbe spiegare anche che ci sta a fare quella sottospecie di pista ciclabile che nessuno usa al lato del lungofiume per chi proviene dal Columbia, dove anche lì vi erano dei parcheggi. Infine la nuova via Carducci, anch\'ella desolatamente vuota. E\' inutile rimettere a nuovo vie e piazze quando rimangano dei cimiteri salvo le manifestazioni che vi si svolgono.

Anonimo

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