Ennesima morte di un ex dipendente della Sacelit Italcementi

ex sacelit italcementi 1' di lettura 03/01/2009 - L’associazione per la lotta all’amianto si unisce al dolore della famiglia Rosciani per la morte di Maurizio Rosciani, ex operaio dello stabilimento Sacelit di Senigallia.

Anche Maurizio Rosciani rappresenta quasi certamente l’ennesima vittima dell’amianto, quell’amianto killer che nel corso degli anni ha ucciso decine e decine di operai e dipendenti degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi. La lista continua ad allungarsi e questo fatto non fa altro che aumentare il dolore e la rabbia per quanto NON è stato fatto nel corso degli anni per evitare questa lunghissima serie di morti.


L’amianto è cancerogeno dal 1960 e, probabilmente, ancora oggi tanta gente, troppa gente, non ci riflette abbastanza e soprattutto fa finta di non crederlo. Ma il sottoscritto, a nome di un’associazione presieduta con orgoglio, continuerà nel suo piccolo a spiegare alla città – e non solo – che l’amianto va combattuto anche e soprattutto oggi. Una battaglia combattuta ad armi impari quella contro l’amianto, ma che dopo anni di lotte tanti senigalliesi iniziano a sostenere.


Quei senigalliesi che hanno capito che lottare per la tutela della salute rappresenta il valore più importante, anche per il rispetto di chi è morto per mancanze altrui. I funerali di Maurizio Rosciani sono stati officiati ieri (venerdì 2 gennaio) a Senigallia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 gennaio 2009 - 4207 letture

In questo articolo si parla di attualità, a.l.a., ex sacelit, carlo montanari, italcementi


Commento modificato il 02 gennaio 2009

Ma si sanno con quasi certezza le cause di morte o no? (chiedo per sapere)

Montanari, apprezzo il tuo instancabile lavoro nella lotta all\'amianto. Qui però l\'informazione non è affatto chiara. Maurizio Rosciani è o non è vittima dell\'amianto? Le conseguenze sulla salute di prolungate esposizioni professionali alle fibre di amianto sono ben note, quindi non esiste una \"quasi certa\" vittima dell\'amianto. Prima o poi tutti i lavoratori della Sacelit dovranno morire, ma un conto è morire di mesotelioma pleurico e un conto è morire di ictus o altre forme tumorali che con l\'esposizione all\'amianto nulla hanno a che vedere.

ALA Carlo Montanari

Se volete provocarmi fatelo pure tanto non siete informati sul male che l\'amianto ha causato in particolare ai dipendeneti Sacelit di Senigallia.Se eravamo controllati annualmente è perchè si sapeva che fosse cancerogeno dal 1960 e non si doveva dire. Se riesumate un cadavere di un ex operaio morto alla Sacelit prima di tale data troverete sui certificati di morte:decesso per insufficienza respiratoria o arresto cardiaco ,perchè altrimenti non si doveva dire la vera causa.Riesumato il cadavere troverete viva ancora doto 30 o 40 anni la fibra viva dell\'amianto nell\'alvelo polmonare.Soltanto in Svezia esiste un impianto per cristallizzarla. Nelle nostre discariche dette speciali lì amianto viene ricoperto con strati di terra.E se volete sapere di più i miei tumori non sono stati rinosciuti di natura professionale per una quantità non sufficiente di amianto al peritoneo ed alla prostata .Operato di tre tumori di cui uno GIST per due volte ed uno alla prostata a Pesaro dal Prof. Casadei In Italia , mentre in America sono riconosciuti. E che dire dell\'acqua potabile che bevete tutti in tutto il mondo che scorre in tubi in cenento-amianto? In America una persona che per 70 anni di vita ha bevuto acqua in queste condizioni ,UNO su 100.000, muore di tumore gastro intestinale. Prima di dare sentenze riflettete e non fatemi incazzare.

Commento modificato il 03 gennaio 2009

Carlo, prima di incazzarti ti prego di leggere bene e senza nessuna malizia o secondo fine quello che ho scritto: non ho dato nessuna sentenza, anzi proprio per evitare fraintendimenti di alcun genere ho ben specificato che chiedevo per sapere, e come me anche Danielzone ha solo detto che l\'informazione \"...non era chiara...\".<br />
Nessuno dei due ha negato i danni provocati a chi ha avuto contatto con le fibre d\'amianto.<br />
Dopotutto quando si scrive un comunicato in cui tu stesso affermi \"...quasi certamente...\" non viene spontaneo chiederselo?<br />
E ormai è assodato che le fibre d\'amianto sono state la causa di moltissimi decessi, nessuno lo nasconde più.<br />
<br />
...se vuoi vedere provocatori in giro ti prego di guardare altrove.

Gentile (molto poco) Carlo. Nessuno voleva provocarti. E nessuno ha sparato sentenze. Quindi prima di commentare con asprezza ti chiedo, umilmente, di non vivere ogni cosa come se tutti fossero contro di te. Fidati sulla mia parola: sono uno che conosce bene i danni delle esposizioni all\'amianto e non credo ci sia bisogno di aver subito danni da amianto per lottare contro l\'amianto. <br />
Quindi datti una calmata e scrivi notizie più complete... ancora non ho capito di cosa è morto Maurizio Rosciani.

Avere a che fare direttamente coi danni provocati dall\'amianto un \'aiutino\' e una motivazione in più per lottare contro gli stessi lo dà, credo. Io lo vedo nel mio caso: chi ha a che fare con una malattia genetica si da da fare un pò di più di chi telefona a Theleton o, a volte, di chi lottando tra le provette, è più preoccupato dalla fine dei finanziamenti che da altro.<br />
Nel caso dell\'amianto penso si debba ripartire da due cose ingenue ingenue:<br />
- smettere di chiedersi, nel 2009, se l\'asbesto possa procurare danni;<br />
- bonificare le aree a rischio secondo criteri e modalità previste.<br />
<br />
Depennati questi due punti dalla tabella di marcia potremo vivere tutti felici e contenti.

..e sarebbe più di conforto entrare in una città e leggere, sotto l\'indicazione di località: \"città libera da amianto\" (e magari anche \"da barriere architettoniche\"). Anziché tutta la pomposità, l\'inutilità e l\'anacronismo di \"comune denuclearizzato\".




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